Ocean Viking: Arcigay Catania accanto ai migranti

Le polemiche non si fermano davanti al trattamento riservato ai migranti durante le vicende degli scorsi giorni.

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Le navi delle ONG, ormeggiate da giorni al porto di Catania a causa di uno stallo ideologico, passeranno oggi la prima notte senza migranti a bordo. L’indignazione dell’Europa ha smosso le autorità italiane permettendo anche alle ultime persone rimaste di sbarcare, per essere poi trasferite in un centro di accoglienza improvvisato all’interno di un impianto sportivo.

L’Ocean Viking di SOS Mediteranée è invece in viaggio verso la Francia, che ha concesso il porto di approdo dopo il “no” delle autorità italiane.

Tra gli applausi delle decine di attivisti che da ore chiedevano l’ok per far scendere dalle navi coloro che non avevano passato la “selezione” per essere considerati fragili, l’odissea si è conclusa, ma le polemiche no. Proprio oggi, a Roma, si è svolta una manifestazione di protesta per l’ingiusto trattamento riservato ai migranti da parte delle autorità, ed il paese è spaccato a metà tra chi festeggia lo sbarco, e chi invece la cacciata di Ocean Viking.

Apprezzamento per la decisione della Francia di condividere la responsabilità dell’emergenza migratoria, fino ad oggi rimasta sulle spalle dell’Italia e di pochi altri Stati. Importante proseguire in questa linea con gli Stati più esposti, così da trovare una soluzione condivisa e comune, per fermare la tratta degli esseri umani e gestire in modo legale ed equilibrato il fenomeno che ha assunto dimensioni epocali. L’emergenza immigrazione è un tema europeo e come tale deve essere affrontato, nel pieno rispetto dei diritti umani e del principio di legalità” – ha dichiarato il presidente Giorgia Meloni alla stampa in merito all’accaduto.

L’Arcigay di Catania tra i manifestanti

Ci siamo e ci saremo dove la difesa dei diritti umani e democratici richiede la sua presenza, e non potrebbe essere altrimenti”.

In prima linea tra la folla di persone che chiedeva senza sosta una revisione dell’ordine di selezione, e lo sbarco immediato di tutte le persone a bordo delle navi delle ONG, anche l’Arcigay di Catania, in una battaglia intersezionale che assume più significati.

Da sempre è infatti l’unione e la cooperazione ad emancipare le minoranze, ed è proprio per questo motivo che un’associazione LGBTQIA+ trova posto in qualsiasi situazione in cui un gruppo oppresso subisce ingiustizia.

Vorremmo offrire loro un Paese dove poter essere liberə. Il Paese che l’Italia purtroppo ancora non è. Venite ad aggiungere le vostre voci alle nostre”.

Lo sbarco

Il permesso di sbarco – per la Geo Barentis a Catania, è arrivato ieri sera alle 19, dopo un’ispezione da parte dell’Ufficio di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera del Ministero della Saluto, che ha riscontrato come le condizioni potessero determinare per le persone coinvolte “un alto livello di rischio psicologico”.

Le richieste d’aiuto provenienti dall’imbarcazione erano continuate per tutta la giornata, tra malori e condizioni igenico-sanitarie disumane. Condizioni simili per Humanity1, dove era iniziato uno sciopero della fame. Oggi, i migranti sono stati trasferiti nei centri di accoglienza idonei sul territorio, tra cui i diversi minorenni in condizione di estrema fragilità.

Il Governo di Bruxelles ha invitato gli Stati membri a “lavorare insieme per garantire una risposta comune, con la massima importanza e considerazione per la sacralità della vita umana“.

La linea di deriva disumana e illegale del Governo Meloni, che ha fatto redarguire l’Italia dall’ONU e dall’UE per violazione di diritti umani, è stata sconfitta ieri notte a Catania” ha dichiarato il deputato PD e attivista sindacale e sociale Aboubakar Soumahoro, rivolgendosi poi all* attivist* presenti. “Vorrei ringraziare ognuna ed ognuno di voi perché – rifiutando di essere indifferenti – avete creato un’onda popolare di indignazione e di resistenza che ha permesso di ripristinare la legalità costituzionale, l’umanità e la credibilità dell’Italia agli occhi del mondo. Grazie per essere state e stati un presidio di umanità, di giustizia e di legalità. Non smettete mai di indignarvi, perché la nostra democrazia ha bisogno della vostra resistenza.”

Ocean Viking in viaggio verso la Francia

Ocean Viking è invece ancora in viaggio verso la Francia: lo sbarco è previsto a Tolone venerdì, sotto la supervisione della Prefettura che avrà il compito di registrare tutti i passeggeri come richiedenti asilo. Nessuna selezione, ma comunque l’ennesimo tira e molla – considerando che la nave sarebbe dovuta sbarcare stamattina a Marsiglia stamattina.

Di fronte al silenzio dell’Italia e a causa dell’eccezionalità della situazione, la Ocean Viking è costretta a richiedere un Porto sicuro alla Francia”, ha spiegato Alessandro Porro, presidente di Sos Mediterranee Italia. “Si prevede che la Ocean Viking arriverà nelle acque internazionali adiacenti alla Corsica il 10 novembre. Questa soluzione estrema è il risultato di un fallimento gravissimo e drammatico di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea e degli Stati associati, che non sono stati in grado d’indicare un Porto sicuro alla nostra nave“.

Continua quindi l’odissea delle 234 persone a bordo – di cui 55 sono minori. Dopo venti giorni di tira e molla a largo della costa ionica della Sicilia, la ONG è stata costretta a rinunciare e a chiedere un permesso straordinario alle autorità francesi.

Un viaggio non facile, considerando che una ventina di persone necessita di attenzione medica immediata. Il più giovane, ha solo tre anni.

“Una cosa è certa: nessuno lascerà che questa barca corra il minimo rischio”, ha rassicurato il portavoce del governo di Parigi.

Deja-vù al fu governo MS5-Lega

L’episodio accaduto negli scorsi giorni ricorda molto i tempi del governo Salvini-Conte del 2018. Anzi, in realtà l’approccio è lo stesso: decreti sicurezza che non mettono al sicuro nessuno e che invece servono solo a rendere ancora più penosa la condizione già disperata dei migranti a largo del mediterraneo.

Inoltre, le dimostrazioni di forza del governo Meloni-Salvini risultano – oltre che disumane – anche estremamente inefficaci nella gestione dei flussi migratori. 

Lo stesso Giuseppe Conte in un’intervista del 2021 si era scagliato contro quei decreti che aveva firmato come Presidente del Consiglio.

L’eliminazione della protezione umanitaria ha impedito a molti migranti di entrare nel sistema di accoglienza e ad altri di farli uscire in quanto non aventi più titolo – spiegò Conte al Corriere – con il risultato che migliaia di migranti sono diventati invisibili. Salvini, da ministro dell’Interno, sui rimpatri e sull’immigrazione ha fallito“.

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