Non sono una Signora non andrà in onda neanche il 16 maggio. Chi ha paura delle drag queen in Rai?

Riprese concluse 7 mesi fa. Dopo 3 assurdi rinvii il programma potrebbe finire in 2a serata, in piena estate, spezzettato e rimontato.

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Non sono una Signora non andrà in onda neanche il 16 maggio. Chi ha paura delle drag queen in Rai? - Vanessa Van Cartier 2 - Gay.it
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Una trasmissione che rischia di entrare nel mito ancor prima di andare in onda. Se mai un giorno dovesse andare in onda.

Non sono una Signora, drag show per famiglie condotto da Alba Parietti con Nick Cerioni direttore artistico, sarebbe dovuto andare in onda martedì 16 maggio su Rai2. Il condizionale è d’obbligo, perché Non sono una Signora è scomparso dal palinsesto. Ancora una volta.

Martedì 16 maggio in prime time andrà in onda un film della serie Crossword Mysteries, titolacci di discutibile fattura firmati Hallmark negli Stati Uniti d’America.

Originariamente Non sono una Signora sarebbe dovuto andare in onda in prime time nel mese di ottobre. Poi è stato spostato al 7 dicembre. A pochi giorni dalla messa in onda il primo colpo di scena, con il deludente “Mi casa es la tuya” con Cristiano Malgioglio anticipato in sostituzione del drag show, le cui riprese si sono concluse ben 7 mesi fa.

Nick Cerioni, da noi intervistato, ha più volte ribadito come Non sono una Signora sia uno show per famiglie, per tutta la famiglia, divertente e allegro, da far vedere anche ai bambini. Polemiche eventuali, aveva sottolineato lo stylist più famoso d’Italia, sarebbero state “infondate, perché il programma è davvero per tutti. Non c’è niente che possa essere offensivo per nessuno”.

Condotto da Alba Parietti, Non sono una Signora era stato annunciato come un uragano di aria fresca sulla seconda rete, con 20 misteriosi e famosi personaggi famosi chiamati a trasformarsi in drag, al cospetto di una giuria tecnica composta unicamente da drag queen professioniste e di un ‘panel vip’. Nella giuria tecnica spiccano Maruska Starr, vista nel “muro” di “All Together now”, Elecktra Bionic, prima storica vincitrice di Drag Race Italia, e soprattutto Vanessa Van Cartier, 42enne drag queen belga-olandese campionessa della 2a edizione di Drag Race Holland che via social è tornata a tuonare contro la Rai per l’ennesimo stop al programma.

Quanto tempo bisogna aspettare per mettere in onda un programma fatto con rispetto e amore?“, ha protestato Van Cartier. “Se su Canale5 mandano in prime time live da un’isola il bacio tra Simone e Alessandro, un programma con parrucche e tacchi a spillo è da rimandare o cancellare? Vivo in un Paese democratico e nessuno mi impedirà di tacere. Forse l’arte drag fa così paura perché è proprio un’arte che parla di libertà e la libertà spaventa sempre chi libero non è“.

5 le puntate registrate e inizialmente previste, che ora potrebbero venire spezzettate e rimontate arrivando ad un totale di 15 mini-episodi da buttare in seconda serata in piena estate, con 3 appuntamenti settimanali. Come mandare al macero un investimento. Parola di TvBlog.

Non so nulla, mi attengo alle decisioni dell’azienda per cui lavoro da quarant’anni“, ha commentato Alba Parietti, con Stefano Coletta, Direttore della Direzione Intrattenimento Prime Time, ad oggi silente.

Nella giornata di ieri l’ad Rai Carlo Fuortes si è dimesso attaccando il governo Meloni in maniera diretta. “Dall’inizio del 2023 sulla carica da me ricoperta e sulla mia persona si è aperto uno scontro politico che contribuisce a indebolire la Rai e il Servizio pubblico”, ha precisato Fuortes.

“Allo stesso tempo ho registrato all’interno del Consiglio di amministrazione della Rai il venir meno dell’atteggiamento costruttivo che lo aveva caratterizzato, indispensabile alla gestione della prima azienda culturale italiana. Ciò minaccia di fatto di paralizzarla, non mettendola in grado di rispondere agli obblighi e alle scadenze della programmazione aziendale con il rischio di rendere impossibile affrontare le grandi sfide del futuro della Rai. Il Consiglio di Amministrazione deve deliberare, nelle prossime settimane, i programmi dei nuovi palinsesti ed è un dato di fatto che non ci sono più le condizioni per proseguire nel progetto editoriale di rinnovamento che avevamo intrapreso nel 2021. Non posso, pur di arrivare all’approvazione in CdA dei nuovi piani di produzione, accettare il compromesso di condividere cambiamenti – sebbene ovviamente legittimi – di linea editoriale e una programmazione che non considero nell’interesse della Rai. Ho sempre ritenuto la libertà delle scelte e dell’operato di un amministratore un elemento imprescindibile dell’etica di un’azienda pubblica. Il mio futuro professionale – di cui si è molto discusso sui giornali in questi giorni, non sempre a proposito – è di nessuna importanza di fronte a queste ragioni e non può costituire oggetto di trattativa. Prendo dunque atto che non ci sono più le condizioni per proseguire il mio lavoro di amministratore delegato. Nell’interesse dell’Azienda, ho comunicato le mie dimissioni al Ministro dell’Economia e delle Finanze”.

Cambi di palinsesti discussi e discutibili che hanno nuovamente coinvolto Non sono una Signora, programma che il governo Meloni ha ancora una volta fatto slittare. Se non addirittura definitivamente cestinare. Chi ha paura di una drag queen in prime time Rai?

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