Ro e Ambra a Non è La D'Urso, il video del pestaggio omofobo ai loro danni in prime time - novara omofobia 2 - Gay.it

A pochi giorni dal pestaggio omofobo che le ha travolte, Rosa e Ambra, picchiate dai vicini di casa perché innamorate, hanno aperto la puntata domenicale di Live – Non è la D’Urso. Mano nella mano, emozionate e ancora sconvolte per quanto accaduto. Rosa ha rivelato in onda di sentirsi un uomo e di farsi chiamare Ro, tanto dall’aver pensato in passato di intraprendere un percorso di transizione, fino ad oggi mai del tutto abbracciato.

È da tempo che ci offendono, che ci danno delle lesbiche di merd*, e tanti altri insulti. Sono quasi tre anni, ma ultimamente si è accentuato, da queste persone violente“, hanno precisato Ro e Ambra, scioccati nel rivedere le immagini del loro pestaggio. Immagini terrificanti, quelle mandate in esclusiva dalla trasmissione Mediaset, in cui si vedono due uomini prendere a calci la povera Ambra. Vicini che hanno dato un’altra versione dei fatti, parlando di minacce da parte delle ragazze, a loro dire armate di coltello. “Sono persone violente, tutti li conoscono, hanno tutti paura, invece che chiedere scusa ora ci calunniano“, hanno reagito Ambra e Ro.

Questo video andrebbe trasmesso alla Camera e al Senato, perché in questo Paese un reato compiuto con motivazioni omotransfobiche, non ha aggravante. Perché non fanno questa legge?“, ha tuonato Gianluigi Nuzzi, puntando il dito contro i vescovi, che hanno più volte attaccato il DDL Zan. Dalle nuvole è invece caduta Antonella Boralevi, che ha più volte incredibilmente ripetuto “no, non credo che i vescovi abbiano potuto dire qualcosa contro il DDL Zan, non ci credo“. Peccato che da mesi la CEI abbia dichiarato guerra alla legge contro l’omotransfobia e la misoginia, attaccandola ancor prima che venisse ufficialmente depositata alla Camera.

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Io faccio un appello, per favore non continuate con la violenza“, l’appello finale di Barbara D’Urso.

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