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The Crown 5 è un coito interrotto

Dal 9 novembre su Netflix le nuove puntate dell'acclamata serie sulla corona inglese. Mai come in questo caso altalenante.

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Elizabeth Debicki
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The Crown Season 5

Serie più attesa dell’anno, dal 2016 ad oggi miglior prodotto Netflix, capolavoro creato da Peter Morgan, la quinta stagione di The Crown sterza verso il finale dei finali, a poco più di un mese dalla morte della Regina Elisabetta II, con Imelda Staunton nuova regina dopo i riconoscimenti a pioggia conquistati da Claire Foy (stagioni 1-2) e Olivia Colman (stagioni 3-4).

Siamo all’inizio del nuovo decennio, con la famiglia reale inglese che si trova davanti alla più grande sfida mai affrontata, mentre i sudditi mettono apertamente in dubbio il suo ruolo nella Gran Bretagna degli anni ’90, segnati dagli scandali reali che riempiono le prime pagine dei tabloid britannici.

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Imelda Staunton

Prossima al 40° anniversario della sua ascesa al trono, la regina Elisabetta II riflette su un regno che ha incluso nove primi ministri, l’avvento della televisione per le masse e il tramonto dell’Impero britannico. Ma nuove sfide si delineano all’orizzonte. Il crollo dell’Unione sovietica e il trasferimento della sovranità di Hong Kong segnalano un cambiamento radicale nell’ordine internazionale e presentano sfide e opportunità alla monarchia, se non fosse che i maggioi problemi emergano non lontano da casa. Il principe Carlo (Dominic West) spinge la madre ad acconsentire al divorzio con Diana (Elizabeth Debicki), gettando le basi per una crisi costituzionale della monarchia. La vita sempre più separata tra marito e moglie alimenta non pochi pettegolezzi. Quando lo scrutinio dei media si intensifica, Diana decide di prendere il controllo della situazione e infrange le regole familiari pubblicando un libro che minaccia il sostegno di Carlo da parte dell’opinione pubblica ed espone le divergenze all’interno del Casato di Windsor. Le tensioni schizzono alle stelle quando entra in scena Mohamed Al Fayed (Salim Daw) che, spinto dal desiderio di essere accettato dalla nobiltà, sfrutta il patrimonio e il potere che si è guadagnato da solo per ottenere un posto alla tavola reale per lui e per il figlio Dodi (Khalid Abdalla).

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Elizabeth Debicki e Dominic West

Dovendo e volendo fare una ‘classifica’ legata a The Crown, la 5a stagione si può tranquillamente definire la meno riuscita, centrata, la più annacquata, come se Peter Morgan, che inizialmente avrebbe voluto chiudere la sua saga proprio con la 5a stagione, fosse stato ‘costretto’ da Netflix ad andare avanti almeno per un altro anno. Produttivamente parlando ineccepibile, come sempre, The Crown 5 allunga un brodo che gli spettatori di tutto il mondo attendevano con impazienza, rimanendo con un pugno di sale in mano. Elizabeth Debicki, straordinaria attrice finalmente pronta al meritato decollo, domina in lungo e in largo grazie ad una Diana a dir poco ipnotica, perfetta. Di gran lunga la migliore Diana mai vista sullo schermo, con quel sorriso abbagliante, la testa bassa e lo sguardo alto, malinconica ma combattiva, alla ricerca di un amore condiviso e di una felicità mai realmente toccata con mano. Un’adulta Diana Spencer degna erede della giovanissima e ingenua Diana Spencer perfettamente introdotta da Emma Corrin nel corso della 4a stagione.

Elizabeth Debicki, così elegante, caparbia e ironica come la Diana originale, ruba la scena a chiunque, Staunton compresa, impeccabile Elisabetta II sicuramente frenata da una sempre maggiore coralità, perché la Corona si è allargata, con sempre più pedine interessate e coinvolte. Inevitabilmente, di spazio per la Regina ce n’è sempre meno. Troviamo così Jonathan Pryce, saggio (troppo?) e nuovo principe Filippo; Lesley Manville, nuova e lasciata troppo ai margini principessa Margaret; il piccolo William, in difficoltà con quella mamma inseguita dai paparazzi e sempre al centro dell’attenzione pubblica; e soprattutto lui, Dominic West, nuovo Carlo, futuro Re, che trama con i nuovi primi ministri, ovvero gli scialbi John Major e Tony Blair, per convincere mamma Elisabetta II ad abdicare, onde evitare la fine della monarchia. Sul piano politico, The Crown 5 paga tremendamente l’assenza di personaggi di peso come Winston Churchill e Margaret Thatcher, in passato magnificamente interpretati da John Lithgow e Gillian Anderson, con un’intera puntata dedicata all’ascesa della famiglia Al-Fayed a strappare applausi, come se servisse osservare Buckingham Palace dall’esterno per trovare finalmente vette raramente esplorate.

6 anni di regno da snocciolare in poco meno di 10 ore sono troppo pochi, mentre gli scandali a corte si sommano. Perché The Crown 5 vive sugli intrighi di palazzo, in famiglia, che in quegli anni riempivano i giornali di mezzo mondo. Il divorzio tra il principe Andrea e Sarah Ferguson, un amore dal passato di Margaret che torna improvvisamente a galla, le turbe della principessa Anna e le accuse reciproche tra Carlo (West davvero troppo affascinante per renderlo credibile) e Diana, con la storica intervista di quest’ultima alla BBC raccontata in salsa thriller, la presenza sempre più ingombrante e ormai alla luce del sole di Camilla Parker Bowles, il flirt di Diana con il dottor Hasnat Khan (già raccontato nel terrificante film con Naomi Watts), i dolori della Regina verso un mondo che inevitabilmente cambia, costringendola alla modernità, al populismo della politica che si rifiuta di pagargli l’amato yacht reale, al cospetto di una famiglia allo sfascio che evidentemente non è propriamente riuscita a crescere ed educare come avrebbe voluto.

Una soap opera reale sempre più soap che bruscamente si allontana dalle ricostruzioni geopolitiche del passato, che non a caso lasciano il tempo che trovano nell’intera deludente puntata dedicata alla disgregazione dell’URSS, con sottotrame e intrecci secondari costretti forzatamente a riempire una narrativa Windsor che mai come in questo caso inizia a faticare, dovendo riempire 10 episodi con così pochi anni a disposizione da spremere.

The Crown 5 gioca sapientemente con l’attesa, lasciando volutamente l’amaro in bocca. L’attesa nei confronti della storia d’amore tra Diana e Dodi, l’attesa nei confronti della morte della principessa del popolo in un tunnel parigino, l’attesa nei confronti dei funerali di stato e di quei giorni di tentennamento reale che misero seriamente a rischio la tenuta della Corona, l’attesa legata all’arrivo di Kate Middleton e Meghan Markle. Un’attesa obbligata a durare, con la sesta e ultima stagione (che abbraccerà addirittura 25 anni?) a chiudere una serie che ha fatto storia, con la consapevolezza assoluta che The Crown 5 sia stata quasi soltanto attesa. Di fatto, un coito interrotto.

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