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Le bugie di Roccella, Crocini: “Stepchild Adoption in 3 mesi? La ministra continua a mentire” – VIDEO

La stessa Corte Costituzionale ha ritenuto insufficiente, lunga e discriminatoria la stepchild adoption, invitando in più occasioni il Parlamento a legiferare. Roccella mente sapendo di mentire.

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Le bugie di Roccella, Crocini: "Stepchild Adoption in 3 mesi? La ministra continua a mentire" - VIDEO - Alessia Crocini vs. Eugenia Roccella - Gay.it
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Sono giorni che Eugenia Roccella, ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità nel governo Meloni, fa il giro delle sette chiese per “sponsorizzare” quella stepchild adoption da lei sempre demonizzata, sostenendo che qualunque coppia omogenitoriale possa in pochi mesi vedersi riconosciuta la doppia genitorialità dei propri figli attraverso l’adozione del figlio del partner.

Immediata, via social, la replica di Alessia Crocini, presidente di Famiglie Arcobaleno che senza mezzi termini ha definito “bugiarda” la ministra.

La ministra Roccella mente e continua a mentire“, ha tuonato Crocini. “Sia dalle pagine del Corriere che sulla Stampa, continua a dire cose non vere. Dice che i certificati di nascita a Padova semplicemente non si potevano fare perché andavano contro la legge, ma la parte più comica è questa: “Per i genitori una soluzione esiste, possono procedere con la cosiddetta stepchild adoption, la si ottiene facilmente e in tempi rapidissimi. Ci vogliono 3 mesi al massimo e tutto è sistemato”. Non sapevamo che Roccella si fosse dedicata alla stand-up comedy, probabilmente vedremo presto un suo show su Netflix o su Comedy Central. Stepchild adoption in 3 mesi al massimo. Tutto accade nel fantastico mondo di Eugenia Roccella“.

Parole nette, quelle di Crocini, che vanno a smentire la lettura semplicistica della ministra, per 6 anni in primissima fila nell’attaccare la stepchild adoption ed ora incredibilmente disposta a difenderla, pur di giustificare i continui attacchi del proprio governo alle famiglie arcobaleno.

Peccato che il suo ‘racconto’ sulla stepchild adoption sia poco veritiero. Come specificato nel nostro speciale dedicato alla stepchild adoption, realizzato in collaborazione con Vincenzo Miri di Rete Lenford, un intero processo può durare fino a due anni, con quasi 3000 euro di costo. I tempi variano, a seconda del singolo Tribunale: a Roma, che è forse il più veloce d’Italia sul merito delle stepchild, tra deposito del ricorso di adozione ed esecuzione della sentenza  la media è di circa un anno d’attesa.

Meno di 10 mesi non è mai capitato“, ci ha ribadito Miri questa mattina. “Anche se le sentenze arrivano in tempi ragionevoli, ci sono stati casi di 5 mesi. Dopodiché devono passare per legge 30 giorni dalle notifiche, che non vengono fatte il giorno stesso. Poi deve arrivare il certificato della corte di appello, il tribunale deve rimettere tutto in ordine, mandare gli atti al Comune e il Comune deve trascrivere la sentenza“. Tempo effettivo su Roma, tra i 10 e i 12 mesi.

In altre circoscrizioni (es.: a Milano o a Brescia) i tempi possono arrivare a superare addirittura i due anni di attesa. Ci sono città che impongono incontri su incontri con assistenti sociali e psicologi, chiedendo disumane quantità di documentazioni. La relazione dei servizi sociali può farti aspettare mesi. Ci sono stati casi di sentenze non notificate dalle cancellerie, se non addirittura perse. Un volta arrivata la sentenza, cosa da non dimenticare, questa è appellabile fino ai 30 giorni.

Questo vuol dire che i 3 mesi sbandierati da Roccella sono lontanissimi dalla realtà dei fatti. Continuare a diffondere questa palesemente inesatta tesi vuol dire mentire sapendo di mentire. La stessa Corte Costituzionale ha ritenuto insufficiente, lunga e discriminatoria la stepchild adoption, invitando in più occasioni il Parlamento a legiferare. “Quale genitore eterosessuale sarebbe disposto ad affrontare un tribunale dei minorenni per adottare proprio stesso figlio?”, si è domandata Crocini dalle pagine de La Stampa.

Fino alla sentenza definitiva di adozione i bambini rimangono legalmente privi di uno dei genitori e non hanno alcun diritto di successione rispetto all’altro genitore o a parenti di quest’ultimo o a eventuali fratelli o sorelle. Prima dell’adozione il ‘genitore intenzionale’ può occuparsi dei bambini soltanto tramite delega ma solo in alcuni casi (ad esempio per prelevarlo o accompagnarlo a scuola), mentre per le vaccinazioni, le cure mediche o anche solo per le autorizzazioni alle gite scolastiche l’unico genitore che può occuparsi dei bambini è quello legalmente riconosciuto alla nascita.

Questo è quel che accade oggi, nell’Italia del 2023 in cui la Procura di Padova ha impugnato 33 trascrizioni, cancellando 33 famiglie. Tutto il resto è pericolosa propaganda politica.

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