Chierichetto abusato da prete, la Chiesa polacca al tribunale: “Chiedetevi se fosse ‘contento’ in quanto gay”

Tutto questo per valutare l'eventualità che l'uomo, all'epoca degli abusi appena 12enne, avesse una “relazione” volontaria con il sacerdote.

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Lo scorso anno Janusz Szymik, oggi 48enne, ha trascinato in tribunale la diocesi di Bielsko-Żywiec, in Polonia, perché a suo dire sessualmente abusato da un sacerdote negli anni ’80, quando aveva appena 12 anni. Il sacerdote, identificato solo come Jan W a causa delle leggi polacche sulla privacy, è stato dichiarato colpevole da un tribunale ecclesiastico nel 2017. Come ‘punizione’ è stato sospeso per 5 anni dai suoi doveri di sacerdote, anni in cui gli è stato chiesto di vivere in isolamento. Ebbene nella causa civile Szymik vuole ora 3 milioni di zloty, ovvero oltre mezzo milione di euro, come risarcimento per l’abuso. Ed è qui che la Chiesa polacca ha osato l’inosabile.

Secondo quanto riportato da Notes from Poland, il vescovo della diocesi di Bielsko-Żywiec, Roman Pindel, ha infatti chiesto alla Corte di ascoltare le presunte “prove” di un esperto sessuologo “sulla determinazione delle preferenze sessuali” di Janusz Szymik, in quanto omosessuale. Tutto questo per valutare l’eventualità che l’uomo, all’epoca appena 12enne, avesse una “relazione” volontaria con il sacerdote. Pindel ha chiesto che Szymik sia interrogato, chiedendogli esplicitamente se abbia mai provato “piacere” nel “mantenere una relazione intima con Jan W” e sul “trarre benefici” dall’abuso, inclusi “benefici materiali”.

Szymik afferma che gli abusi sono iniziati nel 1984, quando aveva 12 anni, mentre la diocesi insiste sul fatto che siano iniziati nel 1987, quando aveva 16 anni. Da Bielsko-Żywiec insistono sull’età, perché a loro dire questo negherebbe il fatto che il rapporto tra il sacerdote e il giovane “fosse basato sulla schiavitù o sull’incapacità; anzi: era volontario e basato su vantaggi reciproci”. Tomasz Terlikowski, cattolico, ha scritto su Twitter: “Il vescovo Roman Pindel dovrebbe ritirare quella lettera scandalosa, cambiare avvocato e scusarsi con la vittima”.

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Piotr Studnicki, sacerdote cattolico e direttore di un ufficio per la protezione dei bambini all’interno della Conferenza episcopale polacca, ha affermato in una nota: “La questione dell’orientamento sessuale o il modo in cui un bambino reagisce emotivamente a un reato di abuso sessuale non può costituire un argomentare contro la persona lesa e diminuire la responsabilità dell’autore. Deve essere chiaro a tutti che un bambino non si assume mai la responsabilità della violenza subita”.

Dopo giorni di bufera mediatica, Pindel ha fatto marcia indietro: “Ci scusiamo con Janusz e con tutti coloro che si sono scandalizzati”. Il vescovo ha ammesso che la diocesi non avrebbe dovuto chiedere alla corte di indagare sulla sessualità della vittima o suggerire che traesse piacere dall’abuso. Ma l’ha fatto. Incredibilmente.

La scorsa settimana il governo polacco ha approvato alla Camera una riforma scolastica omotransfobica.

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gioric70 17.1.22 - 18:53

Ma il prete del cazzo di qualsiasi paese o religione non deve azzardarsi a toccare i minorenni sessualmente illegali....quindi sto porco di merda deve prosciugarsi i coglioni da solo e poi il suo pisellino moscio perchè non più reattivo va dato ai randagi in strada. Brutto porco depravato! Vieni qua che ti concio per le feste lurido verme!