Etiopia, la polizia chiede ai cittadini di denunciare le persone LGBTQIA+: “Atti abominevoli odiati dall’uomo e da Dio”

"Chiunque abbia informazioni e suggerimenti relativi ad atti omosessuali può recarsi alla stazione di polizia più vicina e dare informazioni e suggerimenti".

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In Etiopia, ai sensi dell’articolo 629 del codice penale, l’attività sessuale tra uomini e donne di entrambi i sessi è illegale. La pena può andare da uno a quindici anni di carcere.

Ebbene la polizia etiope sta chiedendo aiuto alla popolazione per ‘scovare’ persone LGBTQIA+. La polizia di Addis Abeba ha confermato di aver fatto irruzione in una pensione dopo essere stata informata da persone qualunque in un quadro punitivo volto a “reprimere l’omosessualità”.

In Etiopia l’omobitransfobia ha raggiunto livelli insostenibili. Su TikTok si incita alla violenza nei confronti delle persone omosessuali.

L’Ufficio per l’amministrazione della pace e della sicurezza della città di Addis Abeba ha dichiarato su Facebook che sta “prendendo provvedimenti contro le istituzioni sospettate di impegnarsi in attività omosessuali nella nostra città“. Gli stabilimenti, secondo il post, includono hotel, ristoranti, pensioni e altre strutture di intrattenimento “che si discostano dalla cultura, dallo stile di vita tradizionale e dalla religione esistenti nel nostro paese“.

“L’Addis Abeba Peace and Security Administration Bureau dichiara che l’attività omosessuale è proibita dalle leggi in vigore in Etiopia e se c’è simpatia verso coloro che commettono ed eseguono questo atto abominevole che è odiato dall’uomo e da Dio, continuerà ad agire in collaborazione con la polizia sulla base dei suggerimenti ricevuti dalla comunità”.

Questo il post Facebook, in cui la polizia ha specificato di aver “intrapreso un’azione” contro “Ababa Guest House”, pensione denunciata dai cittadini. “Chiunque abbia informazioni e suggerimenti relativi ad atti omosessuali può recarsi alla stazione di polizia più vicina e dare informazioni e suggerimenti”, si legge, elencando i numeri verdi da chiamare.

Un annuncio scioccante, alla luce del sole, mentre su TikTik compaiono video in cui si incita ad uccidere le persone LGBTQIAà.

“TikTok viene utilizzato per incitare alla violenza”, ha dichiarato Bahiru Shewaye, co-fondatore dell’organizzazione etiope LGBTQ+ House of Guramayle. “Di conseguenza, persone sospettate di appartenere alla comunità LGBTQIA+ vengono fisicamente attaccate in Etiopia”. “Ci sono stati anche appelli ad uccidere, bruciare e picchiare le famiglie di coloro che sono apertamente LGBTQIA+ e vivono all’estero per far capire alle loro famiglie la ‘profonda vergogna’ e la ‘ferita’ che gli omofobi etiopi devono vivere a causa della franchezza di quegli individui apertamente LGBTQIA+”.

Nelle ultime settimane ad Addis Abeba si sono svolte tre manifestazioni anti-LGBTQ+ trasmesse in diretta su TkTok, “incoraggiando i seguaci a prendere in mano la situazione“. L’Addis Abeba Tourish Bureau ha poi dichiarato sulla sua pagina Facebook che “sta lavorando per attirare l’attenzione su hotel e ristoranti che presumibilmente forniscono servizi alle persone LGBTQIA+”.

Un portavoce di TikTok ha dichiarato venerdì che la piattaforma ha rimosso i contenuti e vietato gli account che violano le linee guida della community.

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gaymotel 24.8.23 - 10:03

L'Etiopia è un paese africano arretrato culturalmente e abitato da popoli trogloditi inferiori che il PD vorrebbe trasferire tutti in Italia con una immigrazione selvaggia.....Quando saranno milioni, come immaginate la vita gay in questo Paese?

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