Mahmood e Blanco, due dita in bocca di Queer Baiting

Sono stanco della rappresentazione che ci trasciniamo dietro da decenni e che ancora ci determina nell'immaginario collettivo.

mahmood blanco queer baiting sanremo 2022
mahmood blanco queer baiting sanremo 2022 brividi
4 min. di lettura

Mahmood e Blanco, ieri sera in diretta su Rai1, hanno annunciato il nome del singolo che porteranno sul palco di Sanremo 2022. La canzone si chiama “Brividi”, ed è una delle più attese della prossima edizione del Festival.

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I due cantanti prima di salire sul palco hanno dato sfogo, tramite i propri social, alle nostre più recondite (nemmeno tanto!) fantasie. Prima Mahmood pubblica un selfie seminudo nella camera d’hotel; poi, mentre è con Blanco nella limousine, quest’ultimo, con un escamotage, gli infila due dita in bocca, simulando un giochino kink; ancora, dopo l’annuncio della canzone, i due pubblicano sui propri profili Instagram una serie di foto con tanto di finto palpamento del pacco di M da parte di B.

sanremo 2022
@blanchitobebe

Insomma, è tutto molto interessante; una goduria per gli occhi; ORMONALE, si direbbe. Ma per chi?  A me è sorto un dubbio. E per chiarirmi le idee vorrei partire proprio da quel “nostre più recondite fantasie” che ho usato nel paragrafo precedente.

Appurato che, con il lasciapassare di Big Brother Mark, ognuno sui propri social fa quel che vuole. Liberi tutti di scherzare, toccare i pacchi degli altri, lasciarsi andare a scene omoerotiche ecc… Ma in questo caso di cosa stiamo parlando? E soprattutto, a chi? Davvero è soltanto un giochino spensierato tra amici?

Chi è questo “noi”, a cui mi riferivo prima? 

Per rispondere alla domanda provo a raccogliere le reazioni che i contenuti social dei due cantanti hanno prodotto. Non si scappa, si finisce sempre e comunque lì: nell’antro buio della comunità LGBTQIA+. La polverosa, privilegiata, insaziabile e avvilente G. Gli stessi che millantano inclusività e queerness per non sentirsi lasciati indietro – imprigionati nella nube tossica di un’estetica ferma al 2003 – non appena appare un pettorale o un accenno di “perversione” (passatemi il termine) cedono la maschera di compagni per perpetuare, ancora una volta, tutto ciò che la comunità queer vorrebbe scrollarsi di dosso.

Questo articolo mi richiede molti avvertimenti; sia chiaro, non c’è nulla di sbagliato nell’erotismo, nel mostrare parti del proprio corpo, nell’esibire tutto quel che ci è possibile esibire. Ma sto provando a riflettere sui modi in cui viene fatto e su come e da chi viene accolto.

Sto ragionando con voi, e da stamattina ne parlo con alcune persone a me vicine, sentendomi rispondere “A ma quindi tu sei contro?“, “Sei contrario all’esibizione sui social?“, “Sei contrario all’atteggiamento di Mahmood e Blanco?“. Messo per iscritto che non provo personale interesse per la questione, e che detesto il “servilismo” che spesso si prova nei confronti di determinati personaggi.

Ciò che avrei voluto rispondere a chi mi ha posto queste domande è “No ragazzi, io sono semplicemente stanco”.

Sono stanco della rappresentazione che ci trasciniamo dietro da decenni e che ancora ci determina nell’immaginario collettivo; sono stanco di chi utilizza la nostra comunità (ripeto soprattutto la magica G) nella perenne ricerca di attenzioni o di denaro; sono stanco che gli uomini (bianchi) gay cisgender, di cui io faccio parte, abbiano il 98% della voce in capitolo sulle questioni LGBTQIA+; sono stanco del “allora ben venga che…” usato senza sosta per giustificare le azioni di chi si appropria con furbizia dei nostri codici estetici, perché in fondo “massì che fa è cool, è fresco, è giovane, è visto da tantissime persone”; sono stanco dello svilimento continuo che ci imponiamo; sono stanco della perdita di senso, dello svuotamento di concetti che sono o sono stati essenziali per l’autodeterminazione o la lotta della nostra comunità, a causa degli ormoni impazziti e di una falsa “alleanza” da parte di chi ci venderebbe al primo che passa per un #ad, un like, un disco, un film o chissà cos’altro sia fonte di guadagno. 

Sì, le scenette e le foto di Mahmood e Blanco di ieri sera hanno prodotto in me tutti questi pensieri. Veri o falsi che siano, giusti o sbagliati, a me non interessa. Vorrei solo provare a dare voce a un’altra faccia della nostra comunità, che seppur in ombra è quella determinante e con più peso nell’intero immaginario LGBTQIA+. Non che io voglia spacciare questi pensieri come rivoluzionari o mai pensati finora, anzi. Ma sento il bisogno di mettere in ordine queste poche idee che mi tormentano da tempo.

Quello che ho visto da parte di Mahmood e Blanco è puro Queer Baiting, anzi Gay Baiting: lo stesso che ho notato in Chiamami col Tuo Nome di Guadagnino, nella crescita esponenziale di libri a tematica LGBT (con all’interno storie tra due uomini), nella bulimia di serie TV sempre con gli stessi protagonisti… Tutto studiato per attirare l’attenzione della grande G (o delle ragazzine in piena adolescenza), per farci sentire da una parte insicuri, nostalgici, desiderosi di una storia d’amore simile a quella sullo schermo; dall’altra eccitati fino alla bava alla bocca, così da perdere quelle, già scarse, sinapsi che abbiamo.

Meccanismo di marketing perfetto, perché le vendite aumentano, views e like pure e a noi resta solo adorare, sbavare, accettare tutto quello che ci piomba davanti perché cosa vuoi fare? “è tutto così cool, fresco, giovane, visto da tantissime persone!”. 

Ora non ci resta che aspettare e sorbirci tutta la retorica possibile sui due cantanti da qui a un anno. Iniziate a sedervi, prendete da mangiare, ché l’occhio vuole la sua parte, e il resto…

 

 

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chanelros1 12.2.22 - 20:10

posso dire che questo articolo è alquanto imbarazzante?? lo dico, è imbarazzante e al limite del ridicolo. Perché non vomitate lo stesso acido addosso ai Maneskin?? cos'è Damiano e Thomas 2 etero del gruppo che si baciano va bene e NON è queer baiting, ma attenzione 2 ragazzi che sono AMICI (soprattutto se uno dei due si chiama Mahmood) non possono SCHERZARE tra di loro da AMICI, altrimenti è queer baiting? Mi rivolgo a te che hai scritto questo articolo imbarazzante, Tu non hai mai scherzato con i tuoi amici?? Non hai mai fatto lo scemo sui social o nelle foto/video, non ti sei mai fatto una foto in mutande?? Sai non ci crede nessuno che tu non abbia fatto niente di tutto quello che loro hanno fatto. ma dai. questo articolo è veramente ridicolo, potevate anche risparmiarvelo onestamente. Coerenza questa parola sconosciuta da voi di questo sito... vedo molto spesso che su questo sito vi divertite a trattare in maniera diversa, le diverse persone di cui parlate. chi vi sta simpatico lo Idolatrate e chi vi sta antipatico lo Criticate a prescindere. questo è molto ipocrita.

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gioric70 17.12.21 - 1:18

Beh perchè non dirlo! ............. Ammazza che cojoni!

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