In USA è “stato d’emergenza per i diritti LGBTQIA”, in Italia liste di proscrizione degli omobitransfobici ultra-cattolici

Pro Vita starebbe creando liste di proscrizione per le scuole che parlano di orientamento sessuale e identità di genere. La denuncia di Franco Grillini, mentre negli USA la politica omobitransfobica repubblicana ha superato il livello di guardia.

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The Human Rights Campaign, ovvero la più grande associazione LGBTQIA+ d’America, ha dichiarato lo “stato di emergenza” per le persone LGBTQ+. Al 31 maggio, l’organizzazione ha dichiarato di essere al lavoro su oltre 500 leggi anti-LGBTQ+ presentate in più di 40 Stati. Il numero totale raggiunto quest’anno, al 7 giugno, è pari a 75 leggi approvate, superiore a qualsiasi altro anno mai preso in considerazione.

Abbiamo per la prima volta ufficialmente dichiarato lo stato di emergenza per le persone LGBTQ+ negli Stati Uniti a seguito di una pericolosa  impennata senza precedenti di assalti legislativi anti-LGBTQ+ che hanno quest’anno colpito gli Stati d’America“, ha annunciato The Human Rights Campaign. “Solo nel 2023 sono state firmate più di 75 leggi anti-LGBTQ+, più che raddoppiando il numero dell’anno scorso, che era stato il peggior anno mai registrato“.

L’impatto di tale odio politico si sta facendo sentire in tutti gli Stati Uniti, minando soprattutto la sicurezza e la salute delle giovani persone trans. Il 30,9% dei giovani trans d’America di età compresa tra i 13 e i 17 anni non può più accedere all’assistenza sanitaria, causa leggi che lo vietano. Ma l’odio omotransfobico sta colpendo anche le drag queen, con spettacoli vietati, e la comunità tutta sotto assedio dopo l’approvazione della legge Don’t Say Gay in Florida, presto copiata altrove.

Guardate cosa sta accadendo in Texas, Tennessee e Florida“, ha tuonato Kelley Robinson, presidente di The Human Rights Campaign. “Questi Stati stanno vietando agli educatori di parlare di questioni LGBTQ + e di insegnare la storia delle persone nere, stanno vietando le cure che affermano il genere e l’aborto. Questi stessi Stati non fanno nulla per garantire la libertà dei bambini di stare al sicuro dalla violenza armata e non fanno nulla per proteggere la libertà della democrazia quando le voci nere e trans vengono messe a tacere dalle leggi statali“.

Una politica estremista spesso trainata dagli ultracattolici d’America, con echi da tempo arrivati anche in Europa. L’Italia, non a caso, sta seguendo passo passo quanto avvenuto in Ungheria e Polonia, con gruppi come Pro Vita a dettare l’agenda all’esecutivo, come avvenuto nel Lazio con il caso del patrocinio al Roma Pride prima concesso e poi negato dal governatore Rocca.

In USA è "stato d'emergenza per i diritti LGBTQIA", in Italia liste di proscrizione degli omobitransfobici ultra-cattolici - 22I Figli non si comprano22 i manifesti di Pro Vita contro la GPA invadono le citta dItalia - Gay.it

 

Franco Grillini, via Radio Radicale, ha accusato direttamente Pro Vita di aver “compilato una lista di proscrizione degli insegnanti e dei presidi, nome per nome, che nelle proprie scuole ospitano incontri sul tema dei diritti civili e delle comunità Lgbq+”. Un po’ quanto sta accadendo in America, con leggi specifiche che hanno vietato simili discussioni.

È in corso uno squadrismo delatorio fatto di intimidazione e querele, oggettivamente temerarie, contro dirigenti scolastici e insegnanti“, ha ribadito Grillini a LaRepubblica. “Pro Vita si appunta, con sistematicità, le iniziative rese pubbliche nelle scuole sulla conoscenza sessuale e, quindi, invia mail ai dirigenti scolastici diffidandoli dal proseguire ed esposti alle procure. È un’azione capillare, diffusa sul territorio, intenzionata a mettere il bavaglio alla libertà di espressione, contravvenendo ai principi democratici della nostra Costituzione“.

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Pro Vita, che ha 110 circoli territoriali, ha da tempo dichiarato guerra alla Carriera Alias, tanto dall’aver diffidato 150 scuole e chiesto l’intervento del ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara. La scorsa settimana sul proprio sito ha pubblicato la “mappa delle leggi prolife” approvate negli Stati Uniti d’America. Perché il vento dell’ultradestra cattolica fischia forte anche in Italia.

Ad oggi sono ben 25 gli Stati d’America che limitano gli aborti a 15 settimane o prima. 15 di essi vietano l’aborto completamente o con eccezioni estremamente limitate, e 8 sono in attesa di verdetti dai tribunali per poter applicare leggi prolife impugnate dagli abortisti. Pro Vita sogna il bis tricolore, grazie anche ad una politica nazionale che scelleratamente parrebbe seguire le battaglie della onlus di destra. Solo poche settimane fa la ministra Eugenia Roccella è scesa in campo al fianco di Pro Vita difendendo gli osceni manifesti contro la GPA che hanno invaso Roma, poi dichiarati inaccettabili dal comune. Rocca, nuovo governatore del Lazio, ha subito ritirato il patrocinio assegnato al Roma Pride dopo le proteste di Pro Vita, che da colorita e rumorosa associazione si sta lentamente tramutando in credibile megafono politico, ossessionato dalla comunità LGBTQIA+, dalle famiglie arcobaleno e dagli istituti scolasrtici.

Oggi le scuole hanno paura, Pro Vita ha instaurato un clima di odio e persecuzione che si sta allargando“, ha confermato Antonello Sannino di Arcigay Napoli a LaRepubblica. “Prima del Covid facevamo incontri con migliaia di studenti, ci chiamavano anche dalle scuole primarie, oggi questi eventi si sono rarefatti. I dirigenti scolastici non riescono a farsi carico di nuovi problemi, visti tutti quelli presenti negli istituti, e di fronte al bombardamento di mail esterno, si arrendono. I rappresentanti di istituto hanno continui problemi ad ottenere le autorizzazioni agli incontri. Pro Vita, va detto, denuncia in procura una per una le scuole che attivano la carriera Alias attivando una politica del terrore. Le nuove generazioni fanno coming out sulla propria omosessualità in maniera più semplice rispetto al passato, non possiamo sopprimere una sana informazione sulla questione sessualità”

L’Europa ha già puntato il dito contro di noi, perché sempre più vicini ad Ungheria e Polonia sul fronte dell’omotransfobia istituzionale. Il rischio è che quel terribile abbraccio possa diventare concreto, pericolosamente definitivo.

Foto cover: Sito ufficiale Pro Vita

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