Fuori gli omosessuali dal programma del M5S per Roma

Per governare nella città della Chiesa Cattolica, Virginia Raggi esclude il popolo LGBTQI dal programma.

Ruini_MovimentoCinqueStelle
Il Cardinale Camillo Ruini gioca a bocce con il logo del Movimento Cinque Stelle.
2 min. di lettura

Si sa, in campagna elettorale è concesso tutto: anche stralciare i diritti della comunità LGBTQI per accaparrarsi la clergie dell’Oltretevere e della potente teocrazia romana. È quello che ha fatto Virgina Raggi, candidata primadonna della Capitale per il Movimento 5 Stelle, di certo non nuovo a questo tipo di azioni.

Nonostante vacue promesse, alla fine è stato rimosso dal programma elettorale (qui per consultarlo tutto) ogni riferimento a politiche di difesa e sensibilizzazione contro discriminazioni omofobiche e transfobiche, nonché ogni riferimento alla comunità LGBTQI in generale. Nel testo l’unico riferimento molto vago rimane questo:

m5s_roma_diritti_lgbt

Si parla di “tolleranza” nei confronti delle diversità: di certo non una frase molto felice da leggere. Al Tavolo delle Politiche Sociali per la redazione delle schede pentastellate si era promessa l’inclusione di due punti sul tema: un progetto legato alla cultura e al turismo definito “Roma Gay Friendly” e uno sulla lotta alla transfobia e all’inclusione lavorativa delle persone transgender. Ma nessuno di questi due è stato inserito ad oggi.

La Raggi inoltre non ha rilasciato nessuna dichiarazione riguardo alle affermazioni di un suo oppositore, Alfio Marchini, che ha intenzione di non celebrare le unioni civili qualora venisse eletto. E ha rifiutato l’invito di Vladimir Luxuria a partecipare ad un confronto aperto il 2 giugno al Gay Village (qui la nostra intervista sulla nuova stagione), al quale saranno presenti Roberto Giachetti e Stefano Fassina. “Lei dice che aveva altri impegni, ma secondo me il motivo è un altro. Sta già facendo l’occhiolino agli elettori di destra“, insinua Vladi. “E’ chiaro che al ballottaggio tutti quelli di destra voteranno per lei, anzi penso che a tifare per Virginia Raggi già da adesso non ci siano solo gli elettori del Movimento Cinque Stelle. Anche Salvini vuole la vittoria di Virginia Raggi. Vuole essere l’unico leader della destra, ha bollito Berlusconi e ora sotto sotto spera nella sconfitta di Giorgia Meloni, che perdendo a Roma perderebbe tantissima credibilità”.

Il supposto patto destro-clericale del candidato sindaco avrebbe avuto il suo suggello in una recente intervista per l’Avvenire (qui per leggerla), quando solo poco prima veniva smentita categoricamente la presenza di un’ala cattolica in seno alla fazione capitolina del M5S.

Avrà ragione Luxuria? Può essere, ma la Raggi dovrà prendersi la briga di fare i conti con l’elettorato LGBTQI romano.

 

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MYAG 13.6.16 - 9:43

È un post da "strappare" e buttare via... Non provate un minimo di rimorso di coscienza, voi di Gay.it a far passare per vere tante falsità tutt'e insieme? Questo genere di post, ci fa capire a noi della Comunitá LGBTQI che fin quando noi tutti non capiremmo con onestá intellettuale che i nostri sono i diritti che devono rivendicare tutti, la comunità rimarrà isolata e in balia a chi difende posizioni di politicanti di turno! Ingannerete qualcuno..., a me avete dato soltanto fastidio.

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Enrico Butera 11.6.16 - 0:14

Sarò lieto quando vedrò il netto dietrofront di molti gay sui 5stelle e mi farà piacere quando finirà questa macchina del fango assurda.. La Raggi, sulle dichiarazioni di Marchini, ha detto chiaramente in un'intervista a Radio Colonna che non avrà nessun problema a celebrare unioni gay e che il sindaco deve rispettare la legge.. Sull'assenza al Village mi sembra davvero sciocco strapparsi le vesti come hanno fatto in molti se si considera che non é l'unico confronto a cui la Raggi non é andata (invece di offendermi perché un candidato sindaco non va al Village, mi offenderei se non si facesse vedere a manifestazioni più concrete della vita gay capitolina una volta eletta).. Tra l'altro come ha scritto saggiamente un altro commentatore, vogliamo essere trattati come tutti e poi ci incazziamo se non troviamo uno specifico riferimento nel programma elettorale.. Io mi sento esattamente uguale in dignità al barista sotto casa o al disabile che fa fatica a superare le buche e non mi importa se la Raggi non scrive esattamente gay o trans nel programma, ma mi importa solo che porti avanti un programma nel rispetto di TUTTI

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antonio di giacomo 3.6.16 - 17:24

ve ne dovete fare una ragione..la Raggi vincerà

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divodivo _ It'll be okay... 3.6.16 - 9:03

Insomma, vorremmo essere trattati come cittadini qualunque, ma se non c'è un chiaro riferimento a noi in un programma politico generale di undici pagine, allora ci arrabbiamo. Tra l'altro, negli "undici punti" della Raggi non c'è un chiaro riferimento come non c'è neppure nelle "dodici priorità" di Giachetti (http://www.robertogiachetti.it/wp-content/uploads/2016/05/Programma_sintesi.pdf). Per trovarlo bisogna prendersi il programma integrale da 100 pagine, versione integrale che la Raggi, culpam eius, non ha prodotto. Ma tanto basta per postare l'immagine del M5S in mano a Ruini... Giornalismo 2.0, stile Unità. Ma che bravi.

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    Luigi C 4.6.16 - 14:01

    Che vordi' ? Cosa avrà mai voluto dire?

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    Giovanni Di Colere 5.6.16 - 17:00

    100 pagine di programna? Quello dell'ulivo di prodi era 280 arieccoci....

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      divodivo _ It'll be okay... 5.6.16 - 20:11

      A parte che ho dato la colpa alla Raggi per non aver distribuito un programma integrale, non a Giachetti per averlo prodotto... Ma a parte questo, quello dell'ulivo di Prodi era un programma di governo del paese, non era il programma per amministrare una città. Un governo che aveva, se non ricordo male, tentato di legiferare a favore delle coppie omosessuali tramite i DICO. DICO che erano, se non ricordo male, fortemente osteggiati sia dalla comunità lgbt poiché ritenuti poco efficaci e sempre se non ricordo male, anche dalla comunità cattolica, perché attentavano alla famiglia. E se non ricordo male, proprio per questo fu organizzato il primo Family Day al quale partecipò, se non ricordo male, anche un esponente della Margherita, presidente della provincia di Firenze, tale Matteo Renzi che, se non ricordo male, qualche mese dopo rimarcò il suo sdegno mentre presentava un libro di Ratzinger accanto a un uomo come Giuliano Ferrara. Se non ricordo male. E certe cose non le dimentico, io.

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Giovanni Di Colere 3.6.16 - 6:47

Sono questi i momenti in cui ringrazio di non essere romano....

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Luigi C 2.6.16 - 14:53

Di sicuro al M5S non interessano i " nostri" voti. Un'elezione comunale non ha alcuna influenza sulle nostre rivendicazioni , ma potevano fare almeno un gesto simbolico : ne prendiamo atto.

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Geronimo ignore alien orders 2.6.16 - 11:49

Bisogna far rispettare i diritti di tutti, come recita la costituzione, contro ogni discriminazione, fare provvedimenti appositi o programmatici per una categoria è inutile e controproducente

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