Sanremo 2023, abbiamo ascoltato le canzoni: le pagelle di Gay.it

Ci sono piaciute le canzoni di Mengoni, Ariete, Oxa, Madame, Elodie, Coma Cose, Gianmaria e Paola e Chiara. Vi anticipiamo qualcosa.

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sanremo 2023 pagelle
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Si è svolta oggi la presentazione alla stampa delle canzoni di Sanremo 2023. I giornalisti sono stati convocati dalla Rai negli studi di via Mecenate a Milano e al Teatro delle Vittorie a Roma. Anche Gay.it è stata invitata all’ascolto in anteprima dei brani.

Amadeus, presente negli studi di Milano insieme al Direttore del Prime Time Rai Stefano Coletta (fautore dell’ascesa di Drusilla Foer in Rai), ha interrotto l’ascolto delle canzoni, per annunciare alla stampa la scomparsa di Gina Lollobrigida: un commosso applauso si è sollevato dalle platee gremite di giornalisti.
Il 73° Festival della Canzone Italiana andrà in scena a Sanremo dal 7 all’11 Febbraio 2023. Quest’anno, oltre al palco dell’Ariston, torneranno i palchi esterni. In Piazza Colombo ci sarà lo storico stage sul quale si alterneranno alcuni artisti (non in gara al Festival, i nomi saranno rivelati mercoledì 18 gennaio via TikTok). Sulla nave da crociera già presente lo scorso anno, ancorata in rada davanti alla città di Sanremo, ci saranno invece sketch ed esibizioni, tra cui quelle di Fedez e Salmo.

SANREMO 2023 PRESENTATORI, CO-PRESENTATRICI, OSPITI ESTERNI ED OSPITI STRANIERI

Il festival sarà presentato da due uomini: oltre ad Amadeus ci sarà Gianni Morandi. È prevista una serata nostalgia con esibizioni dell’inedito trio composto da Morandi, Al Bano e Massimo Ranieri. L’unico ospite straniero annunciato e confermato sono i Black Eyed Peas. Amadeus appare piccato alla domanda di un giornalista che fa notare come Sanremo in passato abbia avuto ospiti del calibro di Madonna e Prince (solo per citarne alcuni) e che i Black Eyed Peas sono ormai “bolliti” (definizione del giornalista): “È un work in progress, stiamo lavorando ad altre possibilità” spiega il direttore artistico del Festival. Si parla di possibili partecipazioni di Dua Lipa e Miley Cyrus. Anche quest’anno il festival relega le donne al ruolo di comprimarie che si alterneranno alla co-conduzione accanto ai due uomini. Oltre alle già annunciate Chiara Ferragni (imprenditrice e digital celebrity) e Francesca Fagnani (giornalista), ci saranno anche Chiara Francini (attrice) e Paola Egonu (pallavolista). A proposito di Ferragni, Amadeus ha spiegato che finalmente ce l’ha fatta: è già dalla prima edizione da lui diretta, quella del 2020, che cerca di convincere Chiara a partecipare a Sanremo. Le quattro co-conduttrici avranno ciascuna uno spazio proprio. Pare che Francini potrebbe portare all’Ariston un momento dello spettacolo teatrale “Coppia aperta, quasi spalancata” con il quale sta girando i teatri di mezza Italia (non confermato, Amadeus è stato vago).

LA PARTECIPAZIONE DI ZELENSKY A SANREMO 2023

Amadeus ha spiegato di essere stato colto di sorpresa dall’annuncio dato da Bruno Vespa, ieri durante Domenica In, dell’intervento del presidente ucraino Zelensky al Festival. “È stato lo stesso Bruno Vespa ad occuparsi di un ospite così prestigioso, sapete che Vespa ha il potere di arrivare a chiunque – ha spiegato Amadeus – e così una settimana fa mi ha chiamato mentre era in Polonia in viaggio verso l’Ucraina e mi ha detto che il presidente ucraino aveva espresso il desiderio di intervenire durante Sanremo. Io naturalmente ho detto che per noi sarebbe stato fantastico, ma la conferma non l’avevo ricevuta, l’ho saputo anch’io da Domenica In”. Fatto sta che il Sanremo in tempi di guerra si farà e Zelensky invierà un messaggio registrato che la Rai trasmetterà durante la finale di Sabato 11 Febbraio. Non saranno dimenticate le donne iraniane che, insieme ad ampie fasce di popolazione, stanno lottando contro il regime religioso integralista che dal 1979 tiene sotto scacco il popolo d’Iran. Amadeus ha confermato l’intenzione di dare spazio alla battaglia delle donne d’Iran dal palco di Sanremo.

SANREMO 2023, LA QUESTIONE MADAME INDAGATA

Stefano Coletta, direttore dei contenuti di prima serata di tutti i canali tv Rai, difende la partecipazione di Madame, ricordando che è semplicemente indagata. Qualche giornalista ha fatto notare che Madame partecipò a Sanremo nel 2021, in piena epoca Covid, ma Amadeus ha ricordato che nel febbraio 21 non c’erano ancora i vaccini e quindi Madame all’epoca si era attenuta ai protocolli di tamponi previsti per gli artisti che partecipavano a Sanremo. In qualche modo la questione Madame, indagata per falso ideologico e truffa allo Stato per aver (questa la presunzione di reato ancora tutta da dimostrare) falsificato i certificati Green Pass, è destinata ad essere uno dei temi polemici di Sanremo 2023.

sanremo 2023 pagelle gay.it
Sanremo 2023 – Audizioni per ascolto stampa dei brani in gara alla 73° edizione del Festival della Canzone Italiana

SANREMO 2023, LE PAGELLE ALLE CANZONI IN GARA

Queste pagelle sono state redatte, come da regolamento Rai, dopo un solo e unico ascolto delle versioni  prodotte in studio. A Sanremo i brani saranno in gara bella versione arrangiata per l’orchestra.

Gianluca Grignani – “Quando ti manca il fiato” –  voto 5
Timbro sofferente, sospirato, magnetico come ai vecchi tempi: e noi ci caschiamo di nuovo. Ballata acustica grignaniana, amarezza e nostalgia di un uomo maturo che parla di suo padre.

Colapesce Di Martino – “Splash” – voto 6
Agrodolce indie nostalgico con pulsioni di neomelodico napo-italiano. È un tuffo nel blu (Splash!) in un mare che ci culla tra liberazione e nausea. Comfort zone, ma il brano si fa subito amare.

Articolo 31 – “Un bel viaggio” – Voto 5
Solite melodie, testi da peter pan che non cresce mai, litigi assopiti, saggezze da bar, qualche scratch da cattivoni e alcuni versi rappati in modalità “anziani”. Parabola conformista compiuta.

Gianmaria – “Mostro” – voto: 7
Arrangiamenti intubati lo-fi e piccoli sensi di colpa familiari: in pochi secondi ci porta nel suo mondo di paranoie, nevrosi e sussulti di vitalità. Grande talento, un po’ scrittore, un po’ poeta, un po’ performer.

Anna Oxa – “Sali” – voto: 8
Tutto quello che volevamo, e ancora di più. Le spinte ideali di una liberazione ascendono a preghiera pop in perfetto sound anni ’90, voce che graffia i tappeti di tastiere. Canzone perfetta, Anna magnifica.

Mr Rain – “Supereroi” – voto: 5
Il nobile intento di parlare di salute mentale affoga in un brano tradizionale, con melodie ritrite e una certa banalità di arrangiamento. Sindrome da Sanremo? Peccato. Testo molto bello.

Rosa Chemical – “Made in Italy” – voto 6
Esplosione e casino, arrangiamenti super-contemporanei e un caos di neo-melodico e rossetti in ufficio e sesso rubato, finché non bussa la vicina: funziona tutto e c’è pure un andamento lento.

Giorgia – “Parole dette male” – voto 5
Una bella canzone di Giorgia come tante altre canzoni di Giorgia, cantata davvero bene da Giorgia, e del resto sa cantare benissimo Giorgia: pensiero profondo come un capello biondo.

LDA – “Se poi domani” – voto 5
La canzonetta ha i giri melodici in saliscendi, ben disegnati per gli algoritmi socialnetworkisti, per il resto è una noia mortale, non ha nulla di nuovo, nulla di antico, nulla di sorprendente.

Lazza – “Cenere” – voto 5
Una canzone di Elodie, ma a cantare è Lazza. Perfettamente funzionante per Sanremo. Perfettamente funzionante in radio. Tutto perfetto, ma Lazza dov’è?

Ariete – “Mare di guai” – voto 8
Il racconto di una tormentata relazione tra ragazze fluisce come liquida poesia. Un brano di delicata potenza che sedurrà il Festival, un’artista dal carisma solido e gentile.

Sethu – “Cause perse” – voto 5
A Sanremo Giovani aveva sciorinato grande personalità, ma il brano del Festival risuona troppo “Blanco” (?): sperando che dal palco dell’Ariston ci faccia ricredere.

Tananai – “Tango” – voto 6
Ballata avvolgente e sensuale, che ci accompagna nel micro cosmo pulp-romantico di Tananai. Il nostro chansonnier melanconico vorrebbe bissare la magnetica “Abissale”. Lo aspettiamo al live.

Levante – “Vivo” – voto 7
Vive come piace a lei, scrive come piace a lei, canta come piace a lei e fa sesso come piace a lei: canzone manifesto di Levante (un’altra), sempre liberatoria, forse un po’ ombelicale.

Leo Gassman – “Terzo cuore” – voto 5
Forse vorrebbe (non) dirci qualcosa, la canzone parte con ritmo incalzante, per poi montare una melodia che funziona, ma il maledetto terzo cuore sembra non esplodere mai. E forse è il suo bello.

Modà – “Lasciami” – voto 5
Una carezza di voce iniziale, quindi l’ascesa dei canonici giri melodici alla Modà, le chitarre alla Modà. Una canzone alla Modà. Ma che giorno è, chiede il testo. Già: non siamo mica nel 2023?

Marco Mengoni – Due vite – voto 9
Sprazzi di due vite vibrano tra le corde vocali di un gigante della canzone. Mengoni prende una luna, la fa esplodere in gola e noi versiamo lacrime e brividi di dolore, gioia e vita. Immenso.

Shari – Egoista – voto: 7
Accelera trappando, poi si scioglie in melodia, nel frattempo parla di amore tra ragazze, il bit è veloce e noi vaghiamo dentro un cupo racconto di contemporanea franchezza e tormento.

Paola e Chiara – Furore – voto: 7
Pista è la prima parola, e vai con dance e ritmo, c’è pure la nostalgia primi 2000, nei saliscendi melodici, come nel sound e nell’arrangiamento: pronte per un rinnovato tormentone.

Cugini di campagna – “Lettera 22” – Voto: 7
Non c’è falsetto, ma la sottigliezza della voce è un ponte sui ’70 che i La Rappresentante Di Lista (autori) maneggiano con genio: non lasciarmi solo! Sicuro tormentone e premio sofisticatezza.

Olly – Polvere – Voto: 5
Mood dance, ma il brano ha poche vibrazioni e presenta la dovuta dose di giustezza di un prodotto tarato a pennello. Con coraggio Olly canta in falsetto i punti più importanti.

Ultimo – “Alba” – Voto: 5
Tutta in crescendo, questa ballata intimista per nulla sanremese e per nulla facile sale, sale, sale fino a un potente acme finale: onore a Ultimo che esce dalla comfort zone. Sperando sieda al pianoforte.

Madame – “Il bene nel male” – Voto: 8
Sound elettronico, mood e tempi semi-techno, voce da intelligenza artificiale, sofisticazione massima e brano anti-Sanremo: Madame non retrocede di mezzo bit. Sei la nostra magnifica puttana.

Will – “Stupido” – Voto: 5
Voleva fare il poeta e il testo, scritto di suo pugno, dice che poeta lo è già: musiche e produzione più banali non fanno decollare il brano, nonostante una voce avvolgente e sicura.

Mara Sattei – Duemilaminuti –  Voto: 7
Sound disturbato come un vuoto, testo molto bello, Mara canta da paura strofe ansiogene che angosciano, poi chiede spiegazioni nel ritornello: un dubbio atroce.

Colla Zio – “Non mi va” – Voto: 5
Rappano (o trappano?), fanno caciara – la mia lingua è un m… – e quindi sparano ritornelli in coro, si sente vivo un tratto autoriale, funzionano, ma alla fine sono solo simpatici.

Coma cose – “L’addio” – Voto: 7
Dove c’era un balcone di gerani, troviamo ora una ringhiera e uno strapiombo: continua la saga di un amore che danza su melodie amabili, che vogliamo già cantare. Nulla di nuovo, ma va bene così.

Elodie – “Due” – Voto: 7
C’è ritmo e c’è intimità, due elementi che Elodie fa vibrare con talento, nella sua identità ormai definita, forse troppo definita. Ferma? Brano potente, ma che sia l’ultimo di questa serie!

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