Heartstopper e la rappresentazione dell’asessualità: “Speriamo sia d’ispirazione per il futuro”

La seconda stagione approfondisce l'orientamento del personaggio di Isaac e alza l'asticella ancora più in alto.

Ascolta:
0:00
-
0:00
isaac in heartstopper
issac in heartstopper
3 min. di lettura

È di nuovo Heartstopper mania!

Dopo il successo della prima stagione, la serie Netflix – tratta dai libri di Alice Oseman, qui anche regista e sceneggiatrice – torna con un secondo capitolo che sta di nuovo facendo esplodere i cuori a chiunque (qui potete leggere la nostra recensione in anteprima): con un trionfo di critica e pubblico (su Rotten Tomatoes ha un punteggio del 100%), la serie ci riporta nella quotidianità dellə adolescenti LGBTQIA+ tra amicizie, primi amori, e nuove scoperte. Poco importa che questə protagonistə siano troppo zuccherosə e tenerə, Heartstopper è già un cult in grado di offrire una rappresentazione dell’adolescenza queer finalmente priva di drammi, tragedie, e pesantezze.

Al contrario, il mondo di Alice Oseman (che già sta scrivendo la terza stagione) sospende il lato oscuro e si sofferma su una gioventù che non chiede il permesso per essere chi è, ma si esprime in un clima pieno di supporto, empatia, e accoglienza.

Oltre alle new entry del cast, la nuova stagione ci tiene ad ampliare le storylines anche dei personaggi secondari, su tutti quella di Isaac.

(spoiler alert!)

Se nel primo capitolo il personaggio interpretato dal 21enne Tobie Donovan, rimaneva sullo sfondo, finalmente abbiamo modo di scoprire molto più di lui, in particolare del suo orientamento sessuale.

Se chiunque intorno a lui è perdutamente innamorato – da Charlie e Nick a Elle e Tao a Darcy e Tara – l’identità di Isaac rimane sullo spectrum della fluidità, fin quando non incontra James (Bradley Riches), unico studente apertamente gay nel liceo oltre Charlie. Durante una gita a Parigi, James lo bacia nei corridoi dell’hotel, ma Isaac non sa articolare quello che prova e scappa via. Ogni confusione inizia a prendere senso quando parrtecipa alla mostra di un’artista asessuale che celebra la libertà di non dover sottostare alle aspettative romantiche o sessuali della società.  È in quel momento che l’identità di Isaac inizia a sbocciare.

In un panorama audiovisivo che contempla sempre poco questa realtà (fatta eccezione per Sex Education che aveva sfiorato egregiamente il tema in un episodio della prima stagione), Heartstopper finalmente si permette di mostrare altri lati del mondo che siamo abituatə a conoscere e considerare uguale per chiunque.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

La stessa creatrice Alice Oseman (che utilizza i pronomi she/they) ha scritto della sua asessualità nel libro Loveless e in alcuni testi personali, dichiarando: “Viviamo in una società che dà priorità al sesso e il romanticismo su tutti gli altri aspetti dell’essere umani. Le persone sono condizionate sin dalla nascita a crescere, trovare un partner, sposarsi e fare figli – ma quando sei una persona asessuale o aromantca (ndr. rispettivamente chi prova assenza – parziale o totale – di attrazione sessuale/ chi chi prova un’assenza – totale o parziale – di attrazione romantica) non ti collochi necessariamente in quel processo” aggiungendo “Non c’è nessuna educazione nelle scuole a riguardo. Sei già abbastanza fortunatə se conosci queste parole”.

 

Come spiega l’attivista asessuale Yasmin Benoit a Pink News, proprio per questo il personaggio di Isaac è una boccata d’aria fresca nella televisione contemporanea, permettendo ad un’ampia fetta di spettatori – anche molto giovani – di riconoscersi finalmente. “So che Tobie farà un ottimo lavoro nel tratteggiare il percorso di Isaac, e cosa più importante, è scritto autenticamente da una persona asessuale e aromatica” sottolinea Benoit “Spero che ispiri altre e diverse rappresentazioni dell’asessualità e dell’aromanticismo in futuro”.

Ciliegina sulla torta: negli ultimi episodi di Heartstopper, Isaac sceglie di leggere Ace: What Asexuality Reveals About Desire, Society, and the Meaning of Sex, testo cult scritto dalla giornalista asessuale Angela Chan che condividendo le diverse esperienze di più persone della comunità ace o aro, riflette su cosa significa essere una persona asessuale in una società ossessionata dal desiderio e l’amore romantico.

Leggi anche: Asessualità, 4 esempi di rappresentazione asessuale fatta bene nelle serie tv

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.