Pietas per Luca Morisi, per il suo karma e per quelli come lui

Se l'è cercata, è vero. Ma possiamo davvero scendere al suo livello? E le persone LGBTQ+ che votano Lega, fingiamo che non esistano?

Luca Morisi - Gay.it
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3 min. di lettura

Un senso di disagio mi assale davanti alla sovraesposizione mediatica di Luca Morisi.

Le premesse per parlarne allo sfinimento, e per sbertucciare lui, Salvini, la Lega e tutta la bestiale macchina del fango di questi anni, dal punto di vista LGBTQ+, come di tante altre parti fragili della cittadinanza, ci sono ovviamente tutte:

la gogna mediatica cui sistematicamente lo spin doctor di Salvini ha esposto personaggi noti e sconosciuti senza alcuna remora morale, l’invenzione di fake news finalizzate ad aizzare la gente contro LGBT, famiglie arcobaleno, tossicodipendenti e semplici consumatori di droghe leggere, immigrati e genericamente qualunque cluster di persone non culturalmente allineate alla scala valoriale (?) leghista, oltre al predicare male e razzolare bene sulla sessualità. Ora, non faremo come ha fatto Pillon. E però, insomma: ci siamo capiti. Si dice: Karma, puro Karma. Se la sono cercata, e non si può che convenire.

Ma c’è qualcosa, che forse ha a che fare con la pietas, o forse con lo standing pubblico di Morisi, meno gongolante e strabordante di un Casalino, o forse quel suo volto da chierichetto timido e secchione, sbattuto in queste ore su tutti i quotidiani. Ecco, tutto questo mi fa dire: davvero noi dobbiamo fare come lui?

Ascolto conversazioni giustificate, eppure rabbrividenti. Il suo volto suscita indicibili suggestioni Lombrosiane ex post, immortalato com’è nelle poche foto rubate – e chissà, scelte ad hoc dai perfidi editor di immagini e titoli dei quotidiani. Morisi, un professionista che fino a ieri raramente usciva dalle quinte dove ordiva le sue invereconde strategie social, che nel giro di qualche anno hanno portato Salvini e la Lega dal 4% post scandalo Belsito – Bossi, al 30% e passa dei sondaggi 2020, gonfi dei peggiori istinti.

Pietas per Luca Morisi, per il suo karma e per quelli come lui - Luca Morisi - Gay.it

Il motivo per cui si può accordare un po’ di comprensione a Morisi, è, in fondo, il pensiero che la sua è una storia che riguarda tante altre persone deboli o rese deboli da un contesto. In modo meno eclatante, rispetto alla sua parabola, che è costellata di scelte non condivisibili, per qualcuno, come per me, scelte indecenti, oltremodo disoneste intellettualmente, ma con un filo rosso che per noi non può essere trascurato.

La sua storia è quella di una persona che le circostanze hanno messo nella condizione di negare la propria natura, anzi, a divenire acerrimo nemico di “quelli come lui” per poter progredire professionalmente,  per sentirsi forte, e forse, in fondo per esorcizzare la sua stessa – ai propri occhi- debolezza. Certo, avrebbe potuto astenersi. Certo, sia chiaro, nessuno ha obbligato Morisi a costruire la bestia che ha seminato odio e bullismo sociali nel paese negli ultimi anni.

E’ questa la storia di una persona costretta – dalle sue ambizioni, prima di tutto – a ritagliarsi frammenti clandestini di vita – che in queste ore stanno emergendo – anzi di fuga, di sfogo irragionevole e pericoloso, proprio perché la vita ufficiale, la cosiddetta vita pubblica, gli imponeva una maschera e la messa in pratica di atti forse troppo gravi ai suoi stessi occhi. Una farsa quotidiana che alla lunga è insostenibile. Nascondi te stesso, per poter accedere al potere e schiacciare quelli come te. Terribile, povero Morisi.

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Ora quindi si apre un altro capitolo: le persone omosessuali nella Lega. C’è una scuola di pensiero per cui queste persone andrebbero trattate alla stregua di disagiati psichici, ma forse il dileggio non è la modalità giusta per inquadrare fenomeni a prima vista incomprensibili.

Pillon sostiene che i gay della Lega in parlamento sono decine, la definisce la corrente Mikonos, ed è probabile che gli elettori gay della lega siano centinaia di migliaia, fatte le debite proporzioni.

Cosa spinge queste persone a votare un partito che dal nostro punto di vista è omofobo? Sono loro a non aver capito? O siamo noi? È la vecchia storia del prigioniero che finisce per amare il suo carnefice, è una vera e propria sindrome di Stoccolma? O la condizione LGBTQIA+, se in astratto spinge verso posizioni progressiste e inclusive, nella pratica non determina un reale desiderio di discontinuità sociale? In parole semplici: quante persone sono felici di nascondersi o quantomeno di definire la loro appartenenza ed adesione ad una idea di società in modo differente da quello dei diritti?

Il dubbio sulle proprie posizioni morali – moralistiche ? – in ogni storia, è sempre un buon punto di partenza.

 

 

 

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burg333 1.10.21 - 13:24

Prima citazione eliminata dal sistema dei commenti: "Nascondi te stesso, per poter accedere al potere e schiacciare quelli come te. Terribile, povero Morisi." Seconda citazione era: "O la condizione LGBTQIA+, se in astratto spinge verso posizioni progressiste e inclusive, nella pratica non determina un reale desiderio di discontinuità sociale? In parole semplici: quante persone sono felici di nascondersi o quantomeno di definire la loro appartenenza ed adesione ad una idea di società in modo differente da quello dei diritti?"

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burg333 1.10.21 - 13:19

Un articolo connivente che perpetua l'ideologia del closet e l'omofobia interna, da cui il collettivo è contaminato gravemente perchè vogliamo continuare a tollerare anche gli intolleranti tra di noi, e che generalizza su tutt* noi con il dubbio conclusivo. Giustificando e includendo Morisi, con un paradosso popperiano al 100%, usando la retorica del figliol prodigo. Chi fa del male deve pagare, se vogliamo appropriarci del concetto di karma (storpiandolo per le nostre esigenze) lasciamo la giustizia sociale al corso "naturale" (parola vomitevole) degli eventi in modo passivo, allora lasciamo perdere il Pride, la lotta intera, e lasciamo che la società ci ingurgiti, così avremo mostrato Pietas. Le ambizioni personali come causa per comprendere e quindi giustificare? Ma stiamo scherzando? La compassione come indulgenza medievale? Se ci picchiano in metro è colpa di Morisi, Salvini e tutti quelli che si nascondano e pensano lo stesso, anche e sopratutto tra di noi. Orrendo articolo! Lasciamo a Morisi assaggiare un po' della sua gogna, senza sporcarci le mani e abbassarci ai suoi infimi livelli che è l'unica cosa che condivido, ma reagendo per il male che ci ha chausato, sperando forse che la vergogna lo porti a tentare di rimediare, se mai sarà possibile. <> MA POVERI NOI PIUTTOSTO! <> IN ASTRATTO secondo la redazione di Gay.it. Una lotta dal 1969 per i diritti civili sembrano anni astratti? Sono i privilegi non discussi che hanno convertito l'emancipazione in un'occasione di conquista di potere per chi non ha risolto la vergogna, è stupido, o semplicemente cattivo e ne ha approfittato. E la lotta LGBTQIA+ ha solo peccato di ingenuità. Ma è anche vero che con un'ideologia cristiana patriarcale ed eteronormativa così pervasiva non era possibile fare mosse false e criticare o radiare i piccoli cancri dentro al collettivo e abbiamo dovuto accettare dei compromessi che si sono mostrati in fondo utili o tristemente necessari. Adesso purtroppo però è tutto una grande metastasi di armadi chiusi, machismo, capitalismo e omofobia interiorizzata. E in questo articolo si dubita delle vere motivazioni del collettivo come possibile spiegazione, a conferma di tutti gli irrisolti di cui sopra, perchè anche in questo bisogna essere più complessi e avanzati per riconoscere cosa sta facendo marcire le fondamenta e non si può pensare così facilmente che in fondo siano il collettivo e le sue "astratte" aspirazioni il problema. L'ideologia (quella della società eteropatriarcale) è ego da addomesticare e mettere in discussione (che nessuno è chiamato a fare), l'ego è ricerca di potere da neutralizzare (che nessuno è chiamato a fare), la vergogna (o la stupidità) il movente (che nessuno si preoccupa di individuare) e l'ingenuità l'occasione per entrare e corrompere che purtroppo ci caratterizza. La lotta per i diritti civili assenti non si può permettere nessuno di questi lussi. Sono questi nuovi elementi che sono venuti a corrompere. E adesso ci fottiamo! Per autodistruggerci, o per usare gli altri senza amarli (gente come Morisi), nel caso del sesso compulsivo, per scappare e avere uno sfiato necessario nel nostro circolo vizioso da cui è molto difficile uscire, e ci dobbiamo rassegnare alla macchina dell'omotransfobia interiorizzata che hanno contribuito a costruire proprio persone come Morisi, altri capitalisti e il 70% degli utenti di Grindr e simili (a cui partecipava anche Morisi). Benvenut* al nuovo inferno! Questo durarà molto di più, e una Stonewall è ormai solo da rimpiangere. O forse no? Possiamo scendere di nuovo in strada. Togliamoci le nuove maschere (non quelle del covid, ce ne sono altre che coprono molto di più ma al contrario infettano), e spegniamo lo smartphone, soprattutto. Qui si deve ricominciare dal 1969, altrimenti siamo spacciat*. Ma l'ideologia dell'emancipazione muore dove muore la solidarietà nell'era dei narcisisti (etero quindi omo). Siamo spacciat*, per questo Meloni non è più considerata semplicemente una pazza, lei circola nei binari anti-solidari su cui ormai viaggiamo tutti. Ma almeno Gay.it, si rimangi la Pietas, che seppur con una connotazione religiosa, non era il concetto cristiano del "porgi l'altra guancia" e lasciati abusare.

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Anonimo 29.9.21 - 17:34

Brutta bestia l'omofobia interiorizzata.

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gioric70 29.9.21 - 15:05

Ma è un personaggio pubblico? Non mi drogo per farmi stuprare ma se rende e gli italiani pagano e mi difendono...un pensierino ce lo faccio anche perchè mi sembra che il suo detergente per argento come lo chiama quell'altra svampita e le strisce de merda che se tira je le pago io coi miei soldi sudati da operaio. Ma vai a lavorare coglione! te la faccio tirare io na bella cacata deficiente!

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Franzc Dereck 29.9.21 - 14:36

Io sono tra quelli che votano Lega solo per tenere lontana l'invasione islamica in Europa. Come dice il vecchio saggio cinese , anche un orologio rotto due volte al giorno segna l'ora esatta ed io preferisco prevenire piuttosto che volare giu' da un tetto.

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