Paola e Chiara madrine del Roma Pride: “Infelice l’uscita di Arisa. Noi dobbiamo ringraziare la comunità LGBT+” – VIDEO

"I diritti conquistati sono diritti acquisiti, non esiste che si torni indietro". "Chi ha paura della comunità è perché non la conosce, e la paura è sempre frutto dell'ignoranza".

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Paola e Chiara madrine del Roma Pride: "Infelice l'uscita di Arisa. Noi dobbiamo ringraziare la comunità LGBT+" - VIDEO - paola e chiara pride - Gay.it

35 carri, ovvero 12 in più dello scorso anno, con l’obiettivo dichiarato di sfondare il muro del milione di partecipanti. Domani pomeriggio alle ore 15:00 in piazza della Repubblica il Roma Pride prenderà forma, vita, sfilando per le vie della Capitale dopo giorni di polemiche per il patrocinio prima concesso e infine negato dalla regione Lazio. In prima fila al fianco degli organizzatori (qui la nostra intervista a Mario Colamarino) ci saranno anche il Sindaco Gualtieri ed Elly Schlein, segretaria del Pd, con Paola e Chiara Iezzi madrine d’eccezione.

Conferenza stampa affollata e delle grandi occasioni, quella della vigilia, perché dedicata proprio alle due cantanti, tornate dopo 10 anni d’attesa con l’exploit del Festival di Sanremo, un nuovo disco, due inediti e un feat. in uscita al fianco di Boomdabash. Paola Iezzi, di rainbow vestita insieme alla sorella con unghie pittate e t-shirt glitterate con sopra scritto “Viva el Amor“, ha spiegato ai giornalisti presenti cosa significhi per lei il Pride.

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Essere orgogliosi in ciò che si è, l’essere orgogliosi passa attraverso l’accettazione, nel bene e nel male. Ci si specchia e ci si accetta per quello che è, ci si ama, in ogni piccolo anfratto della propria personalità. Il Pride è bello per questo, è una presa di coscienza di ciò che si è, urlarlo alle persone, dirlo in piazza, è molto più forte, assume un valore maggiore quando ti prendi una responsabilità e la urli a tutti. Dici “io sono così e mi amo per quello che sono”. Credo sia una delle cose più belle, una delle più belle manifestazioni pacifiste. La possibilità di inondare le città con l’orgoglio, è una cosa bellissima. Spero che nessuno possa mai pensare di fermare i Pride“.

Chiara ha aggiunto che “il vestito migliore che si possa indossare è l’accettazione di sè. Quando è espressa all’esterno questo libera anche gli altri da eventuali costrizioni mentali, come se fosse una catena dell’amore“. Il Pride come fonte di ispirazione, fonte di coraggio per chi non l’ha ancora trovato, abbattendo quella paura che magari ti ha fino a quel momento limitato.

In un’ipotetica Italia “migliore” rispetto a quella di oggi, Paola Iezzi vorrebbe semplicemente che “tutti avessero gli stesso diritti. Sarebbe auspicabile vivere in una nazione simile. Il fatto che diritti fondamentali siano minacciati è abbastanza triste. Spero di non vederlo accadere da nessuna parte, soprattutto in quella parte di mondo che si definisce evoluto. Che accada tra noi occidentali, con la sottrazione di diritti e alcune libertà, fondamentali per l’educazione dei bambini e la loro crescita, è molto triste“.

Paola ha poi voluto ringraziare pubblicamente la comunità LGBTQIA+, definita “fonte di ispirazione. Il fatto di essere resilienti, in un Paese che spesso non è aperto a tutte le diversità e alle sfumature dell’arcobaleno, è qualcosa da ammirare. L’invito del Roma Pride è un coronamento di un sogno nato tanti anni fa, perché l’amore con la comunità è nato subito, abbiamo aperto il primo Milano Pride nel 2001, quando essere al fianco della comunità non era cool come può essere oggi. Fin dall’inizio abbiamo sentito un legame fortissimo con la comunità, forse qualcosa di inconscio, le tematiche da noi affrontate hanno sempre riguardato la libertà, ne eravamo attratte e con il tempo ne siampo rimaste attratte. Questo la comunità non smette mai di ricordacelo, chi non ha subito discriminazioni non può capire. Ma chi ha subito l’essere messo da parte, l’essere snobbato, l’essere guardato in modo poco convenzionale, capisce bene. Il nostro essere qui è un ringraziamento a loro per l’energia, la bellezza. Tutto ciò che riguarda la comunità LGBTQIA+ è bello dentro, non solo esteticamente, è un mondo meraviglioso. Chi ne ha paura è perché non conosce, la paura è sempre frutto dell’ignoranza. Quello è il seme dell’odio e della rabbia. Una paura che va sradicata con l’educazione, al bello, ad avere uno sguardo democratico nei confronti del mondo. Quando inizieremo a pensare come comunità, e non solo all’io, allora forse inizieranno a cambiare le cose. Ma si può fare solo attraverso le istituzioni, non si può prescindere da uno Stato che difenda la comunità e i diritti“.

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Paola Iezzi ha anche affrontato il “caso Arisa”, ex madrina del Napoli Pride due settimane fa scivolata in dichiarazioni assai discutibili e molto discusse. Paola si è detta convinta che Arisa abbia avuto “paura“.

Non recrimino Rosalba per quello che ha fatto, detto, gli artisti spesso vivono nella paura di non lavorare, non tutti abbiamo le spalle coperte allo stesso modo. Non giudico quello che lei ha detto, chiaramente non sono d’accordo con quello che lei ha detto, ma esistono questioni più importanti dell’uscita infelice di Arisa. Penso che lei abbia subito anche l’essere discriminati e questo lascia traumi che ti porti dentro, che formano delle paure grandi dalle quali è difficile fuggire. Le paure sono il nostro grande deterrente e bisognerebbe combatterle. Ognuno ha i propri tempi, bisogna concedere tempo e spazio alle persone per trovare forza e coraggio. Il coraggio non è mica facile da trovare“.

E qui Paola ha voluto citare Gesù, “la sua filosofia. Sono agnostica, ma ho una mia spiritualità. Lui disse “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, è una frase meravigliosa. Tutte quelle che ha predicato Gesù nella sua vita, sono state queste cose. L’accettazione, l’essere dalla parte degli ultimi, di chi commette degli errori, il perdono, concetti che dovrebbero essere alla base di ogni società civile. Concetti costantemente ignorati, lasciando spazio ad altri valori che non appartengono a quello che si legge nel vangelo. Siamo in un Paese cattolico, ma queste cose le vedo assai poco. Tornando alla domanda iniziale su Arisa. Non dico di farle passare sempre tutte. Però aspettare un pochino prima di scagliarsi, accanirsi, creare la polemica. Su cose che portano poi l’attenzione lontano da dove noi vogliamo. Magari si parla per 3 giorni di Arisa che ha fatto un’uscita infelice, del cazzo, e non si parlano deì valori importanti di questa manifestazione e del Pride“.

Sul finire, Paola ha sentenziato: “I diritti conquistati sono acquisiti, non esiste che si torni indietro. Nella vita non si torna indietro. Noi invecchiamo e alla fine moriamo, nella vita tutto va avanti, ha un’evoluzione, e noi vogliamo che il mondo vada avanti, che i diritti acquisiti oggi restino intoccabili“.

Paola e Chiara si faranno tutto il Roma Pride sul carro principale dell’evento, per poi presenziare in serata alla festa ufficiale che si terrà all’Ippodromo di Capannelle, con concertone a cui parteciperanno anche Vergo, Sem&Stenn e BigMama, con Tommy Love in consolle direttamente dal Brasile, oltre 50 artisti coinvolti, Elecktra Bionic e La Diamond da Drag Race Italia e Giancarlo Commare conduttore d’eccezione.

 

 

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