“Ora ti faccio un bel ricatto. Mi sono informato su di te. Mandami i soldi su PostePay, altrimenti ti rovino la reputazione” sono le parole che un trentunenne ha rivolto ad un giovane di Torino.
I due si sono conosciuti lo scorso Novembre su una chat d’incontri: l’uomo ha inizialmente proposto alla vittima del sesso a pagamento, per poi sfociare rapidamente in messaggi di ricatto, minacciandolo di rivelare la sua omosessualità a famigliari e datori di lavoro.
Ma il giovane malcapitato sarebbe solo uno dei tanti: nelle indagini è stato rivelato che per spaventare ulteriormente la vittima, l’uomo avrebbe inviato al ragazzo screenshots di precedenti conversazioni dagli esiti tragici (“un ragazzo si rifiutava di pagare e ha tentato il suicidio“).
“Mi avrebbe rintracciato e fatto del male alla mia famiglia” dichiara un altro ragazzo, che in preda al panico ha versato dei soldi all’uomo: “L’ho pagato perché altrimenti mi avrebbe diffamato sui social”.
“Mandami i soldi, altrimenti racconto tutto. Non riesci neanche a guardarti allo specchio, non ci pensi alla tua famiglia, al tuo lavoro?” sono alcune delle minacce rivolte alla vittima.
In seguito alla denuncia, l’uomo è stato fermato dai carabinieri della Compagnia di San Carlo e dovrà rispondere all’accusa di estorsione.
L’indagato, di un paese di provincia e ora agli arresti domiciliari, è definito “pervicace e risoluto”.
Il giudice scrive nel procedimento di un uomo “completamente privo di freni inibitori”, che con ostinata aggressività ha inviato numero spropositato di messaggi vocali, manifestando “la totale assenza di tangibili segni di comprensione del disvalore delle azioni compiute”, spingendo la Procura a chiedere una misura tutelare.
Ma questo non è un evento isolato, in Italia abbiamo avuto innumerevoli casi di estorsioni su chat d’incontri.