TDOR 2021, intervista a Nicole De Leo, presidente MIT: “Siamo più unitə e incaz*atə. In senato ha vinto l’odio”

In vista del Transgender Day of Remembrance, parliamo di transfobia in Italia e nel mondo con la neo presidente del Movimento Identità Trans, Nicole De Leo.

Nicole De Leo MIT Gay.it
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6 min. di lettura

A poche settimane dall’affossamento del DDL Zan, e al termine di un’indecente discussione parlamentare che ha il più delle volte colpito le persone transgender, il 20 Novembre si celebra il Transgender Day of Remembrance (TDoR), ricorrenza che commemora le vittime di transfobia in tutto il mondo. A Roma, a partire dalle ore 17:00 in piazza della Repubblica, partirà la Trans Freedom March, promossa da Sunderam, Libellula ODV, ATN, Associazione Consultorio Transgendere e MIT, Movimento Identità Trans da pochi giorni guidato da Nicole De Leo, neo presidente che abbiamo voluto intervistare, spaziando tra società civile, legge 164 da riformare, transfobia e indegnità politica.

TDOR 2021, intervista a Nicole De Leo, presidente MIT: "Siamo più unitə e incaz*atə. In senato ha vinto l'odio" - trans march - Gay.it

Anche quest’anno il TDOR porta alla luce numeri terrificanti legati alla transfobia. 375 persone trans e gender non conforming sono state uccise in tutto il mondo. Eppure la narrazione nei confronti della comunità T continua ad essere spesso disturbante e menzognera.

Ecco perché non bisogna abbassare la guardia.  Quanto visto in Senato con il DDL Zan è stato un colpo per noi, ma anche un’occasione per rilanciare. Quanto fatto in Senato è stato disumano, più che politico. Questi hanno giocato alla battaglia navale. Ha vinto la stupidità, ha vinto l’odio. Loro si forgiano di cristianità, discorsi sulla famiglia, ma sono poco credibili. Hanno tolto una tutela a persone oggettivamente violentate, massacrate, uccise, significa che c’è qualcosa dentro di te profondamente marcio. E io dovrei fidarmi di persone di questo tipo, in parlamento per legiferare?

Il 20 Novembre, in tal senso, da piazza della Repubblica a Roma partirà alle ore 17 una Trans Freedom March. Un vero e proprio Pride che dovrebbe coinvolgere l’intera comunità, troppo spesso apparsa defilata nei confronti delle istanze delle persone transgender.

Questa marcia dovevamo farla a Bologna. Poi quando hanno affossato il DDL Zan abbiamo subito deciso di spostarla a Roma. Per noi era importante essere a Roma.  Ci sono decine di organizzazioni che hanno aderito alla Trans Freedom March, LGBTQ+ e non. Era necessario essere tutti insieme. Un po’ tardi ma ci stiamo ricompattando.

Nel pieno del dibattito sul DDL Zan gli oppositori alla legge hanno fatto leva proprio sulla disinformazione nei confronti delle persone transgender, chiedendo la cancellazione del termine “identità di genere” dal disegno di legge. Se fosse stato sostituito con altra terminologia, come proposto da Italia Viva, cosa sarebbe successo.

Non farmi essere volgare. Sarebbe stato inaccettabile. Noi non siamo mai state neanche consultate, per quanto stessero giocando sulla pelle di noi persone trans. Hanno dimostrato di non conoscere neanche l’argomento trattato. L’unica volta che siamo state menzionate è stato con Monica Cirinnà, che ha letto una lettera di Porpora in Parlamento. Però hanno consultato le TERF, Arcilesbica, e tutte quelle frange integraliste contro le nostre istanze e la nostra definizione di identità di genere. Su cosa si sono basati? Sulla disinformazione. In Senato, durante il dibattito, hanno dimostrato di non conoscerla neanche questa legge. C’è una bassezza culturale improponibile, a livello internazionale abbiamo fatto una figura orrenda. In altri Paesi questa legge è passata tranquillamente, con il voto delle destre. Quando parliamo di fobie noi tutti che facciamo, condanniamo l’oggetto o il soggetto della nostra fobia. Ed è qui che nasce un processo di odio, che porta determinate persone a non volere l’approvazione di una legge che è causa della loro fobia. Perché in caso contrario non esulterebbero, in Parlamento.

Il CIO ha ieri deciso nuove regole sull’inclusione degli atleti transgender, stabilendo che è sbagliato presumere che le donne trans possano avere un vantaggio automatico rispetto alle donne cisgender e che il livello di testosterone non può nè deve essere l’unico fattore di valutazione da dover contemplare. Possiamo considerarla un’importante vittoria per la comunità T?

È una grossa vittoria. Perché finalmente ci si è basati non su un termine derimente, ovvero gli ormoni, ma su un principio che va al di là del tuo essere uomo, donna o trans.

In Italia la riassegnazione di sesso e genere è consentita da una legge del 1982. Dopo quasi 40 anni bisognerebbe urgentemente intervenire per aggiornarla. Su quali specifici punti.

La legge 164 è stata per noi una grande conquista, ma nel 1982. Per la prima volta si parlava di persone che venivano recluse, nascoste, che non esistevano. Anche in parlamento si iniziò a parlarne. È stata una legge importante per il riconoscimento delle persone trans che fino a quel momento erano invisibili, condannate, arrestate, non riconosciute. Ma sono passati 40 anni. Ora è chiaro che vada riformata, i tempi e le persone sono cambiate. Non si parla più di disforia di genere ma di incongruenza di genere. Noi abbiamo lanciato una piattaforma per l’auto-determinazione delle persone trans nell’affermazione di genere. Attualmente le procedure previste dalla legge per la rettifica anagrafica sono lunghe e dispendiose, prevedono una causa in tribunale e gravosi prerequisiti che limitano l’auto-determinazione e i diritti umani della persona. La nostra piattaforma contempla 10 punti.

Quali sono questi 10 punti?

1) Riconoscimento del diritto all’identità di genere e all’espressione di genere per ogni individuo e divieto di discriminazione sulla base esplicita di tali fattori; 2) Libertà nella scelta delle modalità di attuazione del percorso di affermazione di genere, con eliminazione dell’autorizzazione giudiziaria all’intervento chirurgico; 3) Gratuità delle terapie ormonali sostitutive e mantenimento di ogni trattamento medicochirurgico come prestazione a carico del servizio sanitario nazionale, al fine di garantire il pieno benessere psico-fisico della persona e la sua salute sessuale; 4) Rettificazione anagrafica del sesso fondata, per i maggiori di anni 16 (con il consenso dei genitori se minorenni), sulla sola attestazione solenne da parte dell’interessato che la propria identità di genere non corrisponde al sesso attribuito nell’atto di nascita; 5) Richiesta di rettificazione anagrafica del sesso all’Ufficiale di stato civile e cambiamento di ulteriori documenti (patente, codice fiscale, titoli di studio e professionali, ecc.) solo sulla base di una autocertificazione del nuovo atto di nascita; 6) Possibilità di cambiamento del solo prenome sull’atto di nascita e altri documenti rilevanti, anche in assenza di rettificazione del sesso; 7) Divieto di intervento medico sui neonati e minori intersex, possibilità di posticipare l’annotazione del genere ad un momento successivo alla nascita e/o di indicare un genere neutro, fino alla libera scelta dell’interessato; 8) Divieto di terapie riparative per orientamento sessuale, identità di genere e espressione di genere; 9) Formulazione di linee guida ministeriali o normative aggiornate per la piena inclusione nelle scuole di ogni ordine e grado, il rispetto delle persone trans detenute,  il rispetto delle persone trans in occasione delle operazioni di voto e una sanità accessibile e rispettosa della salute delle persone trans; 10) Rispetto rigoroso della privacy da parte delle autorità e dei privati; azioni positive per l’effettiva inclusione delle persone trans nel mondo del lavoro, dell’impresa e nelle istituzioni; programmi di formazione su prevenzione della discriminazione, promozione della diversità e diffusione di una cultura delle differenze.

Negli ultimi mesi abbiamo visto Porpora Marcasciano e Monica Romano entrare in consiglio comunale a Bologna e Milano, grazie a migliaia di voti ricevuti. Sporadici e casuali episodi, o qualcosa sta effettivamente cambiando in ambito sociale?

Assolutamente sì, la società sta cambiando. Tante persone riconoscono la nostra realtà. Prima delle elezioni Porpora era impegnata in un film di Roberta Torre, insieme a molte di noi, e non ha potuto fare campagna elettorale, ma è comunque riuscita ad entrare in Comune. Come consigliera e presidente della commissione per le pari opportunità. Chiaro siamo a Bologna, dove si sono sempre consumate fucine culturali importanti, ma è un grande riconoscimento. Noi dobbiamo guardare alla speranza. Se io dovessi affidarci alla realtà odierna vista in Parlamento mi verrebbe la depressione, ma non ho mai smesso di lottare, perché è giusto lottare. Io sono vecchia ma desidero con tutto il cuore che le persone che verranno dopo di me abbiano riconosciuti i propri diritti.  La speranza non dobbiamo perderla. L’affossamento del DDL Zan non ci ha abbattutə, la sconfitta è stata del Parlamento, della politica. Noi non siamo statə sconfittə. Anzi, ci siamo riarmatə più di prima, siamo più agguerritə di prima. E le persone, tante persone lo vedono, se ne rendono conto. Io ho tanta fiducia nei giovani.

Sul fronte italiano, ci sono dati ufficiali legati alla transfobia sul suolo nazionale.

Nell’ultimo anno non siamo più al primo posto, ma abbiamo per anni detenuto un gravissimo primato. Quello del Paese d’Europa con più persone trans uccise. Dietro la Turchia. Il primato mondiale è del Brasile, quasi 400 in tutto il mondo. E dopo questa mattanza tu esulti in Parlamento?  Tu mi odi e sulla base di che cosa. Come se l’eterosessualità, l’omosessualità, la transessualità, fossero un valore in sé.

Da poco eletta presidente del MIT, quale cambio di passo dobbiamo aspettarci?

Un rilancio di tutto quello che già facciamo. Più incazzatə e presenti di prima. Noi siamo un’associazione che gestisce dei servizi, abbiamo una grande responsabilità. Come diceva una persona a me molto cara, è molto più faticoso portare avanti un lavoro già iniziato che cominciare qualcosa da zero. Noi non abbiamo subito una debacle, abbiamo subito reagito a quanto accaduto di indegno in Senato.  Citando Schindler’s List, “se tu salvi un uomo salvi tutta l’umanità”. Perché siamo tutti connessi l’uno con l’altro. Se discrimini una sola persona discrimini tutti. Le nostre istanze non salvaguardano solo la nostra vita, ma mettono in guardia su quello che potrebbe succedere se abbassassimo le nostre  difese. Se ci dovessimo fermare sul fronte dei diritti. La nostra è una lotta universale, andiamo sullo specifico perché ci riguarda personalmente, ma la nostra è una lotta sui diritti di tutte le persone ai margini, le più deboli, le più vittimizzate, uccise, violentate. 

Dal 2 al 4 dicembre a Bologna, ha concluso Nicole, torna il Divergenti, Festival Internazionale di Cinema Trans, primo e unico festival cinematografico in Italia dedicato specificamente al tema del transessualismo/ transgenderismo e identità di genere. Per l’undicesima edizione, causa bocciatura del DDL Zan la locandina di lancio di Divergenti è in nero, “colore del vuoto e della negazione“, ha sottolineato Porpora Marcasciano. “Sottolinea la gravità del momento, denuncia i rigurgiti oppressivi, rimettendo al centro la parola TRANS e basta“.

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arbo 19.11.21 - 23:20

Mah, sessista mi sembra una di quelle accuse buttate li' giusto per dire qualcosa... Non ho mai scritto da nessuna parte, ne' pensato, che uomini e donne, nati o diventati, debbano avere diritti o doveri diversi, o le persone appartenenti a uno dei due sessi siano inferiori alle persone appartenenti all'altro dei due sessi. Magari non conoscevi il significato della parola? Sul sito della treccani e' spiegato con parole semplicissime... Chiamo solo pagliacci chi usa ste idiozie di schwa e asterischi, perche' sono ridicoli e mi sembra doveroso informare i performers circensi cha magari non sanno di esserlo. Buon weekend a tutti, belli e brutti. Incluse le schwasteriche sperando che si trovino un hobby piu' produttivo entro lunedi' :-)

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burg333 19.11.21 - 22:03

@arbo, sei un sessista ignorante, protetto nella tua stupidità dal privilegio sicuramente cis-sessuale

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arbo 19.11.21 - 19:27

Suggerirei a chi usa le lettere magiche in qua e in la' di rilasciare interviste con naso rosso di plastica, parrucca arancione ricciolona e margheritona che spruzza acqua dentro una tasca, per riguadagnare almeno un po' di quella credibilita' persa con schwa e asterischi.

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