Ipocrisia al governo, Giorgia Meloni da Joe Biden negli USA in cui la GPA è legale e regolamentata in più Stati

La premier sbarca negli USA dove la GPA esiste da quasi 25 anni 24 ore dopo lo scempio andato in scena a Montecitorio.

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Ipocrisia al governo, Giorgia Meloni da Joe Biden negli USA in cui la GPA è legale e regolamentata in più Stati - Giorgia Meloni - Gay.it
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Nella giornata di ieri la Camera dei Deputati ha detto sì al DDL Varchi, che punta a rendere “reato universale la gestazione per altri”, in Italia già illegale dal 2004. Un “obbrobrio giuridico”, a detta di molti, un fantacrimine inventato dall’Italia governata da Fratelli d’Italia, con la premier Meloni più volta entrate a gamba tesa sull’argomento, sponsorizzando in lungo e in largo quest’idea di “universalizzare” un reato laddove la GPA è legale e ampiamente regolamentata. Stati Uniti d’America in testa.

In Stati come Arkansas, California, Florida, Illinois, Texas, Massachusetts e Vermont la GPA è infatti permessa in forma volontaria e retribuita. Negli Stati di New York, New Jersey, New Mexico, Nebraska, Virginia, Oregon e Washington la GPA è consentita solo in forma volontaria e altruistica. Dal 1999 al 2013 circa 18.000 bambini sono nati tramite GPA negli USA. Negli ultimi anni Giorgia Meloni ha più volte tuonato contro la gestazione per altri, ribadiamo in Italia già illegale, puntando il dito contro quei Paesi dove è ampiamente e da tempo regolamentata.

In tutti questi anni l’attuale premier non ha mai chiesto incontri con gli ambasciatori di Canada e USA, non ha mai picchettato davanti le relative ambasciate come forma di protesta. Inizialmente il DDL Varchi prevedeva multe e arresto per chiunque fosse arrivato in Italia con figli avuti tramite gestazione per altri. Elon Musk non avrebbe potuto incontrare Meloni a Palazzo Chigi, se quella legge fosse stata approvata così come inizialmente pensata, in quanto diventato padre per l’ottava volta proprio grazie alla GPA. Musk, a dirla tutta, è stato accolto come un capo di stato, con tanto di foto ricordo e sorrisi smaglianti da parte della premier, alla quale l’utilizzo della GPA parrebbe andar bene solo se sei miliardario bianco, cisgender, etero e di destra. Se invece sei omosessuale, sei un criminale.

Al cospetto di Joe Biden, che il mese scorso ha spalancato le porte della Casa Bianca alla comunità LGBTQIA+ d’America ribadendo tutto l’impegno della propria amministrazione per dire basta all’omobitransfobia, Giorgia Meloni annuncerà la lieta novella dell’approvazione alla Camera del DDL Varchi? Meloni darà del bandito a Biden, presidente che avalla simile pratica e difende le famiglie arcobaleno? D’altronde in diversi Stati d’America quella GPA che la premier definisce “criminale” è legale, autorizzata, consentita. Eugenia Roccella, ministra per la famiglia e le pari opportunità, ha parlato di “una giornata importante per diritti delle donne e dei bambini“, nel celebrare il voto avvenuto ieri a Montecitorio, chiedendo che “in tutto il mondo si apra un dibattito”.

Peccato che in Italia non si sia aperto nessun dibattito. La destra di governo ha deciso che la gestazione per altri è il male assoluto, punto. La disinformazione ha preso piede, la classe politica ci ha messo del suo, le opposizioni più litigiose di sempre si sono nuovamente divise. L’unica proposta di ‘dibattito’ firmata +Europa è stata cassata, con appena nove voti a favore dell’emendamento Magi, che puntava a regolamentare la GPA in forma altruistica e solidale.

 

Ipocrisia al governo, Giorgia Meloni da Joe Biden negli USA in cui la GPA è legale e regolamentata in più Stati - Giorgia Meloni a Montecitorio con Elon Musk - Gay.it

Il viaggio a Washington di Giorgia Meloni, volto della destra europea, alleata di Viktor Orban e attualmente al governo con dichiarati filo-trumpiani, verrà quasi certamente raccontato dalla stragrande maggioranza della stampa nazionale come una memorabile passerella della prima premier donna d’Italia nel cuore della più potente democrazia del mondo. Se non fosse che Joe Biden e Giorgia Meloni siano agli antipodi, e non solo da un punto di vista anagrafico, sul fronte politico e dei diritti civili. La speranza è che il 46º presidente degli Stati Uniti d’America faccia come il collega canadese Justin Trudeau, che lo scorso maggio ebbe l’ardire di dirsi “preoccupato per la posizione dell’Italia sui diritti LGBTQIA+” al cospetto di una Meloni in evidente imbarazzo.

Perché la posizione dell’Italia sui diritti LGBTQIA+ è sconcertante, da Paese dell’Est Europa, al fianco di Ungheria e Polonia, con un’insensata guerra dichiarata alle coppie omogenitoriali e ai loro figli. Quelle stesse famiglie accolte festanti alla Casa Bianca, il mese scorso. Quella Casa Bianca che è il centro della democrazia USA, dove la GPA che l’Italia vorrebbe rendere “illegale in tutto il mondo” è da tempo legale e regolamentata. Giorgia Meloni sbarca negli USA 24 ore dopo lo scempio andato in scena a Montecitorio. Nulla è casuale, o forse sì, perché l’ipocrisia della destra italiana è stata da tempo smascherata, come ampiamente toccato con mano da una comunità LGBTQIA+ costretta a viverlo sulla propria pelle, giorno dopo giorno.

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