Cos’è lo Ius Scholae e perché dobbiamo sostenerlo (e diciamo grazie a Forza Italia)

Centro destra spaccato, ma l'iter è lungo e in questa legislatura non se ne farà nulla. Ma per le prossime elezioni del 2023?

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Si era riaccesa già a marzo la discussione sulla riforma della cittadinanza. Grazie al testo presentato dal deputato 5 Stelle Giuseppe Brescia, nella giornata di ieri la legge è stata riesaminata, ed è stato avviato l’iter legislativo verso l’approvazione. Favorevole la maggior parte dei partiti.

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Lo Ius Scholae e lo spaccamento del centrodestra: Forza Italia si schiera a favore

Ma di cosa si tratta nel dettaglio, e quali sono le differenze con lo Ius Soli? Il testo di Brescia propone di permettere a tutti coloro che siano arrivati in Italia prima dei 12 anni e abbiano portato a termine un percorso scolastico di almeno 5 anni di ottenere la cittadinanza Italiana.

Una riforma attesissima da parte di tutta quella fascia di popolazione che oggi si trova in un limbo legislativo, e che andrebbe a favorire l’inserimento di migliaia di bambini nati e cresciuti in Italia eliminando le tante difficoltà dell’attuale iter burocratico.

A sorpresa, Forza Italia si è schierata con PD, M5S e Italia Viva, ovvero i gruppi parlamentari a favore dello Ius Scholae, in contrasto con la Lega e Fratelli d’Italia. Uno scenario decisamente imprevedibile, che segna una forte spaccatura all’interno del centrodestra.

 

 

Naturalmente, non dobbiamo farci troppe illusioni: il riesame di un testo di legge è solo il primo step di un iter lunghissimo, che potrebbe andare incontro a diversi ostacoli e apportare più di un emendamento alla proposta originale, rischiando l’affossamento proprio com’era successo al DDL Zan a ottobre, considerando anche che la legislatura è agli sgoccioli e che – al più tardi – si voterà per le prossime elezioni legislative non oltre marzo-aprile 2023.

Oggi, possiamo solo attendere e sperare in un parere positivo da parte della maggioranza, e nel frattempo, capire nei dettagli cosa si intende davvero con Ius Scholae e quali sarebbero le modifiche alla normativa attualmente vigente in Italia. Anche perché, si spera, sarà uno dei diritti civili di cui si discuterà nella prossima campagna elettorale. E in questo senso, sapere che Forza Italia è a favore, è una notizia da non sottovalutare.

Cos’è lo Ius Scholae e qual è la differenza con lo Ius Soli?

La discussione sulla riforma della cittadinanza era cominciata diversi anni fa con la proposta dello Ius Soli, osteggiata ferocemente dai partiti di destra. Lo Ius Scholae propone un compromesso, una legge più “soft” che spera di poter mettere d’accordo tutti.

E in qualche modo ha funzionato, considerando che Forza Italia oggi si è – a sorpresa – schierata con i partiti a favore, dimostrandosi aperta al dialogo sul tema e approvando il testo originale.

Questo probabilmente perché – a differenza dello Ius Soli che prevede la cittadinanza per nascita su suolo italiano – lo Ius Scholae permette l’acquisizione della cittadinanza solo in seguito al completamento di un percorso di studi e la permanenza in Italia per una finestra temporale più ampia.

Il testo di Brescia prevede infatti che la cittadinanza spetti a tutti quell* bambin* nati in Italia o arrivati prima dei 12 anni che abbiano completato un percorso scolastico di almeno 5 anni in istituti d’istruzione sul territorio nazionale.

Naturalmente questa è la proposta originale, che però potrebbe subire diverse modifiche durante l’iter di approvazione. L’impianto potrebbe quindi a breve cambiare, ma il fatto che la discussione sia tornata in parlamento è già un passo avanti nell’ottenere la tanto sospirata legge sulla cittadinanza e allinearsi ad altri paesi Europei che ne dispongono già da diversi anni.

 

ius-scholae

Qual è la situazione attuale e perché serve lo Ius Scholae

Oggi in Italia vige una legge informalmente denominata Ius Sanguinis, che prevede l’ottenimento della cittadinanza solo nel caso in cui almeno uno dei due genitori ne fosse già in possesso. Quindi, i bambini con entrambi genitori stranieri risultano – di fatto – cittadini di altri paesi anche se nati qui.

È in qualche modo possibile ottenere la cittadinanza in seguito, tuttavia la persona dovrà aver vissuto ininterrottamente in Italia fino al compimento dei 18 anni, e anche in quel caso la richiesta sarà valida solo se inviata entro un anno dal raggiungimento della maggiore età.

Altre condizioni favorevoli sono lo svolgimento del servizio civile o la presenza di un antenato italiano morto dopo il 1861. Una struttura legislativa decisamente demodè, perchè, in ultima battuta, è possibile diventare cittadin* italiani solo in caso di :

  • Matrimonio o l’unione civile con un cittadino italiano
  • Richiesta nel caso in cui il paese di nascita fosse un territorio ex-italiano
  • Decreto del Presidente della Repubblica

Ius Scholae: il futuro della legge

Per adesso, è necessario smorzare un tantino l’entusiasmo, perché la discussione alla Camera non è altro che il primissimo step di un iter legislativo lunghissimo. Potrebbero essere introdotte diverse modifiche per emendamenti, e la legge potrebbe subire cambiamenti strutturali durante il percorso di approvazione.

Quindi, non possiamo aspettarci una risposta definitiva nell’immediatezza. Tuttavia, l’ambiente favorevole in cui è stato presentato il testo di legge fa ben sperare, e l’iter potrebbe proseguire in tempi più spediti del previsto.

 

Foto cover Austin Pacheco

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