La Polonia discrimina i lavoratori LGBTQIA+: sentenza dell’Unione Europea

Un redattore tv polacco veniva discriminato sul lavoro perché gay. La sentenza della Corte di Giustizia UE.

ascolta:
0:00
-
0:00
Sentenza Corte di Giustizia europea lavoratori LGBT Gay.it
La sentenza della Corte di Giustizia fa chiarezza sulle norme circa i lavoratori LGBTQIA+
3 min. di lettura

Il caso di un ex collaboratore di TP, società che gestisce un canale televisivo della tv polacca, ha portato a una nuova sentenza della Corte di Giustizia europea circa i diritti dei lavoratori LGBTQIA+ autonomi che, finora, non godevano delle stesse protezioni dei lavoratori dipendenti.

Il nome del redattore televisivo freelance non è stato reso noto, ma l’uomo ha collaborato regolarmente come professionista autonomo per il canale dal 2010 al 2017. Poi, improvvisamente il contratto di collaborazione è stato interrotto unilateralmente dall’emittente, apparentemente senza alcun motivo preciso. Dal momento che non c’erano stati comportamenti o eventi che dessero torto al redattore, l’uomo ha deciso di indagare, fino a scoprire che il motivo era il suo orientamento sessuale.

Nel dicembre 2017, infatti, l’uomo aveva postato su YouTube un video che lo ritraeva con il suo compagno, per appoggiare una campagna per la tolleranza verso le coppie formate da persone dello stesso sesso. Il gesto non è piaciuto ai piani alti dell’emittente, che ha prontamente deciso di non servirsi più del lavoro del redattore.

L’uomo è quindi ricorso alla corte distrettuale di Varsavia, accusando l’emittente di discriminazione diretta sulla base del suo orientamento sessuale. Nonostante l’uomo abbia citato in giudizio l’emittente televisiva, la corte di Varsavia si è rivolta alla Corte di Giustizia Europea per chiarimenti su come procedere, dato che nella normativa precedentemente in atto non venivano specificate le direttive per quanto riguarda i lavoratori autonomi.

Sentenza Corte di Giustizia europea lavoratori LGBT Gay.it
Corte di Giustizia dell’Unione Europea

I giudici della Corte di Giustizia si sono espressi con una sentenza rilasciata lo scorso 12 gennaio, in cui si attesta che i lavoratori autonomi devono godere degli stessi diritti e protezioni dei lavoratori dipendenti. Una notizia che la comunità LGBTQIA+ ha accolto con favore, soprattutto quella polacca, che si congratula per un ulteriore chiarimento sulle norme all’interno dell’Unione Europea.

Il fatto, poi, che ci sia una sentenza dell’Unione Europea, permette anche di sperare che i tribunali della Polonia – notoriamente uno dei Paesi europei in cui l’accanimento contro la comunità LGBTQIA+ è più forte – non possano più decretare liberamente quando questioni di questo tipo finiscono sui loro banchi. Qualora i tribunali nazionali non dovessero rispettare anche questa decisione circa i lavoratori autonomi, la Commissione europea potrà avviare procedure di infrazione nei loro confronti. Questa sentenza entra anche nel solco del più ampio problema di tenuta democratica della Polonia, paese che sta distorcendo la democrazia e che vorrebbe anteporre le proprie leggi a quelle dell’Unione (ve ne avevamo parlato nell’Ottobre 2021)

La situazione, per quanto riguarda i diritti LGBTQIA+ in Polonia, è ancora alquanto critica ma, quantomeno, le minacce di sanzioni da parte dell’UE hanno dimostrato di funzionare: le famigerate zone LGBT-free che avevano creato una bufera politica e avevano scatenato la reazione della Commissione europea sono state sollevate in alcune città. A livello istituzionale, tuttavia, le politiche di Duda e del governo Morawiecki continuano a remare contro qualsiasi progresso in termini di diritti civili.

«Non è un punto di svolta, ma un forte promemoria per il governo polacco che la loro mancanza di rispetto dei diritti umani delle persone LGBTI è illegale nell’UE»

Questo il commento Arpi Avetisyan, Responsabile di ILGA-Europe, che ha aggiunto: «Guardando al generale atteggiamento ostile nei confronti delle persone LGBTI da parte delle autorità polacche e allo scarso track record di attuazione delle sentenze sui diritti umani in generale, è improbabile che questa sentenza venga eseguita presto».

Gay.it è anche su Whatsapp. Clicca qui per unirti alla community ed essere sempre aggiornato.

© Riproduzione riservata.

Partecipa alla
discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.

Trending

Mahmood: "Sono stato un ragazzino cicciotello per niente cool, ma più libero e sicuro di chi sono oggi"

Mahmood: “Sono stato un ragazzino cicciotello per niente cool, ma più libero e sicuro di chi sono oggi”

Musica - Emanuele Corbo 22.5.24
Elezioni Europee e voto LGBTI+, guida alle candidature che aderiscono a #ComeOut4EU il programma di Ilga Europe - cover wp - Gay.it

Elezioni Europee e voto LGBTI+, guida alle candidature che aderiscono a #ComeOut4EU il programma di Ilga Europe

News - Lorenzo Ottanelli 20.5.24
Bingham Cup 2024, arriva a Roma il torneo internazionale di rugby inclusivo - In from the Side cover - Gay.it

Bingham Cup 2024, arriva a Roma il torneo internazionale di rugby inclusivo

Corpi - Federico Boni 20.5.24
Nemo vincitore Eurovision 2024

Nemo dopo l’Eurovision vola alla conquista degli States, ma “The Code” (per ora) non fa il botto

Musica - Emanuele Corbo 20.5.24
Paola e Chiara singolo estivo Festa totale

Paola e Chiara, arriva il singolo “Festa totale”: “Il nostro grido d’amore forte e libero”

Musica - Emanuele Corbo 20.5.24
“Specchio specchio delle mie brame”, la sexy gallery social vip tra Mahmood, Piper, Lamoglia, Ghali e altri - Specchio Specchio - Gay.it

“Specchio specchio delle mie brame”, la sexy gallery social vip tra Mahmood, Piper, Lamoglia, Ghali e altri

Culture - Redazione 23.5.24

Hai già letto
queste storie?

Svezia transizione 16 anni transgender

Svolta storica anche in Svezia, l’età per la transizione si abbassa a 16 anni, approvata la legge sull’autodeterminazione

News - Francesca Di Feo 18.4.24
5 pubblicità queer natalizie che non dimenticheremo: ecco perché

Le 5 pubblicità queer natalizie che non dimenticheremo

Culture - Emanuele Cellini 19.12.23
Europee 2024, intervista a Monica Romano: “Femminismo, diritti e lavoro al centro, perplessa su Tarquinio candidato PD". E a Vannacci dice che... - Monica J. Romano - Gay.it

Europee 2024, intervista a Monica Romano: “Femminismo, diritti e lavoro al centro, perplessa su Tarquinio candidato PD”. E a Vannacci dice che…

News - Federico Boni 8.5.24
idahot-forum-diritti-lgbtqia

L’Unione Europea è dalla nostra parte, ecco l’IDAHOT+ forum per il 17 Maggio

News - Francesca Di Feo 13.5.24
meloni orban

Ungheria, Orban sfida l’UE: “Inammissibile l’ingresso dei propagandisti LGBTIA+ nelle nostre scuole” – VIDEO

News - Redazione 22.1.24
Chi è Marilena Grassadonia candidata alle Elezioni Europee con Verdi e Sinistra Italiana - grassadonia - Gay.it

Chi è Marilena Grassadonia candidata alle Elezioni Europee con Verdi e Sinistra Italiana

News - Redazione 6.5.24
Omosessuale- Oppressione e Liberazione

Perché leggere oggi “Omosessuale: Oppressione e Liberazione”, un classico della Gay Liberation, intervista a Lorenzo Bernini

Culture - Alessio Ponzio 4.4.24
Carolina Morace Movimento 5 Stelle Elezioni Europee

Carolina Morace candidata alle Europee con il M5S parla di matrimonio egualitario e calciatori gay

News - Redazione Milano 30.4.24