Provita e la critica ai ‘gay che comprano bambini’ con la GPA

Nuovo scontro sulla GPA da parte di Provita, dopo una dichiarazione di Yuval Hadadi.

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Provita contro la GPA, ancora una volta.
2 min. di lettura

Provita ha come obiettivo lo screditare le famiglie arcobaleno e l’intera comunità LGBT, ormai lo sappiamo. Lo ha fatto di nuovo, cogliendo la palla al balzo con la dichiarazione di Yuval Hadadi. Il regista israeliano ha affermato che i bambini per le coppie gay sono diventati uno status symbol, a seguit odelle decisione delle coppie famose come Ricky Martin, Tom Delay o Eltohn John, di avere dei bambini con i propri mariti, tramite la gestazione per alti (GPA). Ha poi aggiunto che non si tratta di solo una gioia, spiegando che i bambini “Significano un certo livello di tempo, denaro e ambizione“.

Provita, da sempre contraria alla GPA, ha però ingigantito le cose, accantonando la dichiarazione di Hadadi, ma puntando tutto sui gay che comprano i bambini con l’utero in affitto (orribile nome affibbiato dai contrari alla pratica). Ma torniamo un attimo alla dichiarazione del regista, poiché da lì a poco ha risposto Michael Johnson-Ellis, il co-fondatore di TwoDads UK.

Il suo commento, a seguito della “dichiarazione scoraggiante” di Hadadi, è stato:

Nessun genitore, gay o etero, intraprende un viaggio di maternità surrogata, che è spesso lungo, emotivo e talvolta complesso, considerandolo come l’acquisto dell’ultimo Rolex, o di una Bentley. 

Una riflessione che Provita e tutti coloro contrari all’adozione da parte delle coppie LGBT non hanno mai fatto. Una riflessione che va oltre il “desiderio di avere un figlio, senza curarsi del diritto del piccolo ad avere una mamma e un papà”, ma che Provita non è capace di formulare. Infatti, lo stesso Michael Johnson-Ellis ha spiegato:

Vedere il formarsi della famiglia come uno status symbol (che si tratti di adozione, che può anche essere costosa negli Stati Uniti o, come nel nostro caso, maternità surrogata) non è giusto nei confronti del bambino. L’impulso di creare la tua famiglia da gay non è diverso da quello dei nostri colleghi eterosessuali, ecco dove il confronto finisce tristemente.

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Ma Provita ci spiga che i gay che vogliono dei figli sono strumentalizzati

Per fortuna (ironicamente parlando), Provita spiega che avere un figlio non è solo un dono, non è una gioia. Ci sono sacrifici da fare, soldi da spendere, tempo da dedicare. E che “non si fanno figli per ricevere una gioia”, altrimenti i piccoli sarebbe strumentalizzati e utilizzati come degli oggetti.

Una conclusione perfetta, se si è convinti come Provita che una coppia di due papà o di due mamme non possono anche amare un figlio, volergli bene realmente, senza che sia visto come una moda.

Attenzione, ci dice Provita, infine. Perché:

i gay non si rendono conto – o non vogliono rendersi conto – che sono essi  stessi strumentalizzati, manipolati e usati, dalle fabbriche di bambini.

Fabbriche dei bambini. Un business, spiega, perpetrato da chi sa bene che la lobby gay “dispone di un grosso potere economico e mediatico e si pone come capofila tra le “vittime” di discriminazioni che chiedono uguaglianza di diritti“.

© Riproduzione riservata.

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Franzc Dereck 25.8.20 - 8:33

La zelante , fanatica pinzochera aderente a Provita che si fa scudo di un nick-name maschile ( per evitare di dare disdoro al sesso femminile) , è solo una trollona che va lasciata morire di fame non rispondendo alle sue provocazioni.

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dorondondario 24.8.20 - 20:57

luigi19, vuoi proprio combattere contro i mulini a vento? A titolo di esempio, Joseph Nicolosi era uno psicanalista che sosteneva la cosiddetta terapia di conversione per gli omosessuali. Fu criticato aspramente dalla comunità scientifica perché le sue teorie si dimostrarono dannose e antiscientifiche, ma soprattutto erano basate su pregiudizi. Portami uno studio peer-reviewed della APA o di qualsiasi altro ente autorevole in psichiatria, ma anche in altri ambiti medici, che dimostri la pericolosità della GPA. Le teorie e gli studi di uno psichiatra devono essere in ogni caso corroborati da validità scientifica, altrimenti siamo nel campo delle opinioni personali. La prossima volta evita la filippica del copia-e-incolla.

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dorondondario 24.8.20 - 20:12

luigi19, a tuo beneficio ti ricordo che Gesù bambino nasce da un "utero in affitto": il seme di Dio, portato da un messaggero a una donna che ha accettato di partorire un figlio non suo e nemmeno del marito. I tuoi argomenti sono lacunosi e fallaci da ogni punto di vista.