5 videogiochi con personaggi principali trans

Quando si parla di rappresentazione LGBTQ+ nei videogiochi spesso le opere che hanno personaggi principali trans vengono dimenticate. Ve ne raccontiamo cinque.

Videogiochi con personaggi principali protagonist trans Celeste
7 min. di lettura

Quando si parla di personaggi transgenere nei videogiochi vediamo spesso citare il solito sparuto gruppo di casi noti: Strutzi, antagonista della serie Super Mario Bros. (e forse primo personaggio transgenere apparso in un videogioco), qualche personaggio cross-dresser proveniente da qualche altra opera giapponese e pochi altri esempi. Per arricchire un po’ questo elenco, abbiamo deciso di stilare una breve lista con 5 videogiochi che hanno come protagoniste e protagonisti persone transgenere.

I videogiochi con personaggi principali trans sarebbero in realtà molti, molti di più, ed elencarli vorrebbe dire avventurarci in un territorio in parte ancora poco metodicamente esplorato dalla critica, perché ci troveremmo davanti a decine, centinaia di opere realizzate dalla comunità LGBTQ+ per parlare di se stessa. Da ormai dieci anni, il videogioco è infatti uno dei medium più importanti per la comunità LGBTQ+, e soprattutto per le persone transgenere. D’altra parte, è innegabile che sia ancora piuttosto raro avere personaggi principali trans in videogiochi commerciali, come è ancora raro avere persone non cis ai vertici degli studi che li sviluppano. 

Stilando questa lista, che quindi non pretende assolutamente di essere completa, abbiamo deciso di seguire quattro regole. Non parliamo di personaggi non-binari (comunque, se volete una serie di videogiochi con personaggio principale genderqueer cercate Dominique Pamplemousse). Parliamo solo di videogiochi commerciali, cioè di videogiochi che vengono venduti a un prezzo definito, e non di videogiochi distribuiti gratuitamente o dietro donazione libera (come spesso accade sulla piattaforma di distribuzione itch.io per esempio). Parliamo solo di videogiochi in cui il personaggio principale (o i personaggi principali) siano definiti, almeno nel loro essere trans, e non di videogiochi dove chi gioca ha la possibilità di decidere questo aspetto (tra i tanti che è possibile magari personalizzare). E infine parliamo solo di videogiochi usciti prima di Tell Me Why di Dontnod e Microsoft. Tell Me Why, che ha come protagonista un uomo trans, non è nella lista perché ne abbiamo già lungamente parlato su Gay.it, e perché crediamo che questa lista possa anche contribuire a sfatare il mito, promosso in parte anche da Microsoft stessa, che tale opera fosse “il primo videogioco con protagonista trans”. Ah, naturalmente la lista è piena di spoiler!

Videogiochi con personaggi principali protagonist trans Celeste

Celeste (2018)

In Celeste, un impegnativo videogioco platform (in cui bisogna saltellare da una piattaforma sospesa all’altra, come in Super Mario Bros.), accompagnamo Madeline nella sua scalata del Monte Celeste. Celeste è, tra le altre cose, una storia sulla scoperta e l’accettazione della propria identità, e la comunità LGBTQ+ ha iniziato a discutere della possibilità che Madeline fosse transgenere a partire dall’uscita di Addio (Farewell), una “espansione” che aggiungeva a Celeste un nuovo capitolo e un nuovo finale. E in questo finale, nella stanza di Madeline, sono visibili alcuni indizi sulla sua transessualità, tra cui una bandiera dell’orgoglio trans. In un post pubblicato su Medium, lǝ sviluppatorǝ di Celeste Maddy Thorson (che ha da poco fatto pubblicamente coming out come persona trans e non-binaria e che in inglese usa they/them come pronomi) ha confermato questa ipotesi, spiegando come la scoperta della transessualità di Madeline durante lo sviluppo di Addio sia legata alla scoperta della sua transessualità e perché l’identità di genere della protagonista sia solo suggerita nel videogioco.

“Quando ho scritto Celeste credevo ancora sinceramente di essere cisgenere” ha scritto Thorson. “Ma ero già immersǝ sino al collo in dubbi sul genere (e altre cause di ansia). Quando Madeline guarda nello specchio e vede l’altra se stessa, quando tenta di abbandonare il suo riflesso che allora la trascina giù dalla montagna, quando le due ragazze fanno pace e si fondono per diventare una persona più forte e completa… tutto quello era scritto, anche se non lo sapevo, da una prospettiva trans. Quindi magari se sei una persona cis e capisci quello che prova Madeline, non dovresti pensare che ti abbiamo ingannato. Invece, prendila come prova del fatto che ciò che provano persone trans e cis non è alla fine così diverso, che non ci separa un baratro tanto profondo e che quando pensi che l’esperienza trans sia totalmente diversa dalla tua lo pensi a causa del modo ingiusto con cui la società ha escluso e oppresso la transessualità.

Celeste è disponibile per PC, Mac, Linux, PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e Google Stadia.

Videogiochi con personaggi principali protagonist trans The MISSING

The MISSING: JJ Macfield and the Island of Memories (2018)

“Questo gioco è stato creato con la convinzione che nessuno sia sbagliato perché è cio che è” recita l’inizio di The MISSING: JJ Macfield and the Island of Memories, videogioco sviluppato da White Owls, con la direzione dell’autore di culto Hidetaka “Swery” Suehiro, e pubblicato da Arc System Works, azienda multinazionale (ha sedi in Giappone e USA) con più di 30 anni di storia. Si tratta di un platformer/puzzle, chiaramente ispirato ai videogiochi di Playdead Limbo e Inside: ci muoviamo (e soprattutto, saltiamo) da sinistra a destra in un’ambientazione lineare e quasi senza soluzione di continuità risolvendo enigmi a base di casse da spostare, marchingegni da azionare e trappole mortali. In The MISSING interpretiamo J.J., una ragazza trans alla ricerca della sua fidanzata su un’isola misteriosa e onirica. In questo genere di videogiochi ci troviamo spesso a morire e a dover ripetere alcune sezioni, ma in The MISSING J.J. può sfruttare i danni ricevuti (mutilazioni, rotture del collo e combustioni) a suo vantaggio, grazie a un misterioso potere che la  rende immortale e le permette di tornare perfettamente intera quando vuole. La sua rappresentazione della transessualità di J.J. non è magari perfetta, ma The MISSING racconta efficacemente una storia queer di resistenza alla sofferenza e di rinascita e per questo lo abbiamo inserito nella nostra lista dei migliori videogiochi LGBTQ+ degli scorsi dieci anni. The MISSING: JJ Macfield and the Island of Memories è disponibile per PC, Xbox One, PS4 e Nintendo Switch

Videogiochi con personaggi principali protagonist trans Extreme Meatpunks Forever

Extreme Meatpunks Forever (2018)

Abbiamo elencato anche la prima stagione di Extreme Meatpunks Forever tra i migliori videogiochi LGBTQ+ del decennio 2010-2019, e la seconda stagione appena uscita è ancora migliore. In un mondo simile al nostro, ma dove ogni tecnologia è fatta di carne e le persone viaggiano e combattono dentro enormi robot di ciccia, un gruppo di quattro “disastri gay” (come li definiscono gli sviluppatori) viaggia attraverso deserti e città distopiche combattendo contro neonazisti. Tutti i personaggi principali appartengono alla comunità LGBTQ+: c’è un uomo gay, una donna lesbica, una persona non-binaria e Brad, un uomo trans. Non sembra un caso che proprio Brad sia il meccanico del gruppo, cioè la persona che si occupa di modificare, aggiustare e riparare i grandi corpi di carne che i personaggi controllano; come Brad stesso afferma, infatti, questa sua passione lo aiuta a pensare il corpo come qualcosa di malleabile. Extreme Meatpunks Forever è una meditazione profonda e dolorosa sull’essere queer, e sulla natura politica di questo essere queer, sul corpo e sulla comunità. Qualcosa che può nascere solo all’interno della comunità LGBTQ+ stessa, a cui appartengono le persone che hanno sviluppato Extreme Meatpunks Forever, prima tra tutti Heather Flowers che lo ha scritto e diretto. Le prime due stagioni di Extreme Meatpunks Forever sono disponibili per PC, Mac e Linux.

Videogiochi con personaggi principali protagonist trans We Know the Devil

We Know the Devil (2015)

We Know the Devil di Aevee Bee e Mia Schwartz (Worst Girls Games), una visual novel (racconto illustrato a bivi), è ormai un classico del videogioco LGBTQ+, insieme alla successiva opera delle sue autrici, Heaven Will Be Mine (uno dei migliori videogiochi LGBTQ+ dello scorso decennio secondo Gay.it). Tra l’altro, anche due delle tre protagoniste di Heaven Will Be Mine sono esplicitamente descritte come transgenere. In We Know the Devil tre ragazzine, tra cui Venus, una ragazza transgenere che non ha ancora fatto coming out (ed è per questo motivo sempre trattata come un ragazzo nel gioco), passano insieme una notte durante un campo estivo in attesa del Diavolo, da cui hanno il compito di difendersi. La meccanica di We Know the Devil è molto interessante: nelle sue scene scegliamo ogni volta due tra le tre protagoniste, escludendone una dall’interazione e partecipando quindi attivamente a quelle dinamiche di amicizia, tradimento, inclusione ed esclusione che si creano nella prima adolescenza. Ma il finale migliore tra quelli possibili si raggiunge gestendo oculatamente le nostre scelte e non escludendo nessuna delle protagoniste: forse il Diavolo, ciò che è dentro di noi e che la società vuole cancellare, non è il nostro nemico. We Know the Devil è disponibile per PC e Mac.

Videogiochi con personaggi principali protagonist trans Technobabylon

Technobabylon (2015)

Technobabylon di Technocrat Games (James Dearden) e Wadjet Eye Games è un’avventura grafica punta-e-clicca, una serie di enigmi da risolvere muovendo i personaggi principali attraverso varie ambientazioni alla ricerca di oggetti da manipolare e informazioni (la serie Monkey Island è un celebre esempio di questo genere di videogiochi). Ambientato in un futuro cyberpunk (il 2087) tecnologicamente distopico, ma dove queerness e multiculturalità sono almeno ormai considerati normali, Technobabylon segue tre diversi personaggi principali, tra cui Max Lao, una poliziotta transgenere, ed è stato realizzato con la collaborazione di attivisti per i diritti delle persone trans. Oltre a essere una delle prime protagoniste transgenere apparse in un videogioco commerciale e non indipendente, Max Lao ha anche un’ottima caratterizzazione, che evita la sessualizzazione e feticizzazione che invece abbiamo già visto nel prossimo videogioco di CD Projekt RED, Cyberpunk 2077. Forse rappresentare un mondo dove “le persone trans vengono trattate proprio come le persone cis” è un modo facile per inserire personaggi transgenere senza dover affrontare seriamente le loro esperienze, ma è anche un modo per normalizzare l’esistenza delle persone trans agli occhi di chi sta giocando. Technobabylon è disponibile per PC e dispositivi iOS.

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