Donne trans escluse dalle saune femminili, è bufera in Germania

Il ministro Buschmann simpatizza con il pensiero delle TERF. Ma la comunità queer risponde.

Ascolta:
0:00
-
0:00
© 2021 Mohssen Assanimoghaddam/picture-alliance/dpa/AP Images
© 2021 Mohssen Assanimoghaddam/picture-alliance/dpa/AP Images
2 min. di lettura

Non solo la Scozia, ma anche la Germania si unisce alla lista di paesi che vuole semplificare l’autodeterminazione delle persone transgender.

Come nel ddl scozzese – e dopo diversi rinvii nel 2022 – la nuova legge (che dovrebbe entrare in vigore entro l’estate 2023) sostituisce il Transsexuellengestz, norma risalente a 40 anni fa che richiede la ‘verifica’ della propria disforia di genere attraverso una valutazione psicologica e un percorso di ‘prova’, considerati ormai invalidanti per le persone coinvolte.

Senza invasivi e costosissimi iter burocratici, la nuova legislatura facilita alle persone transgender di 16 anni (e non solo dopo i 18 anni) di richiedere il cambio di genere sui documenti, in un processo di autodeterminazione che la parte conservatrice fatica a digerire, dagli ultra cattolici al Parlamento del Regno Unito.

Ma nonostante i passi in avanti, le dichiarazioni del ministro della giustizia Marco Bushmann sembrano dirci che c’è ancora parecchia strada da fare: in un’intervista con il quotidiano Die Ziet, Bushmann ha specificato che la legge sarà quasi totalmente a discrezione del contesto o il settore. Nello specifico, le donne trans potranno essere escluse dalle saune femminili, a discrezione delle clienti o il gestore.

Il ministro della giustizia tedesco Marco Buschmann (FDP) Rob75, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons
Il ministro della giustizia tedesco Marco Buschmann (FDP) Rob75, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

Per il ministro chi è a capo della struttura ha la libertà di tenere conto della privacy e protezione delle clienti cisgender e quindi, tradotto, permettersi di sbattere fuori chiunque altr*.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Non solo: per Bushmann è importante anche ‘proteggere’ ogni gestore da possibili cause per il trattamento riservato, definendola “un’ operazione tecnicamente impegnativa e che deve essere elaborata a fondo” e dove tutto va ‘regolamentato in modo ordinato’.

Le parole del ministro hanno generato la furia della comunità LGBTQIA+ evidenziando come dietro la patina finto-liberale le donne transgender vengono ancora lasciate alla mercé di un sistema che non tutela e va a braccetto con la politica escludente delle TERF.

È la stessa argomentazione di JK Rowling (che recentemente ha aperto un centro anti-stupro presso Edinburgo, aperto a chiunque tranne le donne trans) e della femminista TERF Alice Schwarzer, che lo scorso Marzo 2022, definì la proposta di legge ennesima deriva di una ‘moda trans’ che porta le persone più giovani a ‘mutilare il proprio corpo’ all’insegna di un trend pericoloso.

L’ennesimo esempio di retorica transfobica che la piattaforma Die Linke.queer ha definito uno ‘schiaffo a tutt* coloro che confidavano nell’annuncio del governo federale di una tempestiva regolamentazione della legge sullo status personale”.

È proprio questa disparità che rischia di ritardare ulteriormente l’approvazione di una legge che deve essere approvata ‘senza eccezioni’ sottolineano i portavoce Luca Renner e Frank Laubenburg.

Si oppongono diametralmente Sven Lehmann, commissario del governo federale per le politiche queer e Lisa Paus, ministro della famiglia Verdi che risponde: “Il governo dovrà misurarsi con il fatto che una legge sull’autodeterminazione distrugge le discriminazioni e non ne costruisce di nuove”.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.