Luca Morisi, ideatore ed ex capo della Bestia di Matteo Salvini, sarebbe stato incastrato o ricattato, o entrambe le cose, dai due ragazzi escort Solomon e Petre. Lo dice chiaramente il procuratore capo di Verona Angela Barbaglio. E’ un’ipotesi in mano agli inquirenti. Ipotesi che “diversi quotidiani hanno ipotizzato” spiega il magistrato “e noi non possiamo non appurare se simili condotte ci siano state”.

IL PUNTO DI SVOLTA
La notte del 14 Agosto Luca Morisi cerca sul sito di escort Grinderboys di comprare le prestazioni di Solomon/Alexander. Le chat, rese pubbliche, riferiscono che sia proprio il primo dei due ragazzi contattati, Solomon/Alexander, a suggerire a Morisi, durante la trattativa per accordarsi sul servizio, di coinvolgere il suo amico Petre. Scrive infatti Alexander/Solomon: «Ok, io attivo dominante. Ho pure amico se vuoi, tutta la notte». Non solo. Insieme al secondo ragazzo, Solomon/Alexander offre a Morisi anche Ghb , sostanza stupefacente, approssimativamente definita dai media “droga dello stupro”: «Poi ti portiamo anche G. Vedrai ti piacerà molto, ti assicuro». Morisi accetta il servizio in coppia, dunque il secondo ragazzo (Petre), e accetta la sostanza (Ghb). Scrive infatti, in risposta all’offerta di G (che sta per Ghb): «Conosco, non lo faccio da un sacco». Poi Morisi aggiunge: «Tutto quello che volete. Io anche fornito», riferendosi, presumibilmente, alla cocaina che sarà poi trovata nella sua casa di vacanza a Belfiore, luogo di svolgimento della festa. Dunque, seguendo la logica dello scambio via chat, non fu Morisi, come ipotizzato all’inizio, a cedere ai due ragazzi il Ghb. Bensì furono i due ragazzi, sempre secondo la ricostruzione dei preparativi accordati via chat, a portarlo. Se così fosse, la procura di Verona farà decadere l’accusa di cessione di sostanze stupefacenti nei confronti di Luca Morisi.

LE CHAT >

QUELLA NOTTE
La notte del 14 agosto 2021 i due ragazzi, nel mezzo di un litigio tra loro, riferiscono alle forze dell’ordine: “Ci hanno fatto un furto”. Insieme a loro c’è Luca Morisi, la scena si svolge per strada. A seguito dell’immediata perquisizione nell’auto, i carabinieri trovano la boccetta di Ghb nello zaino di Petre, che tuttavia dichiara “Viene dalla casa di Morisi, quella roba è sua non so chi l’ha messa nel mio zaino, uno dei due che era con me direi”. Affermazione che viene in seguito ribaltata. Sono stati i due ragazzi a portare il Ghb. Dunque perché chiamare i carabinieri e denunciare un furto e dare la colpa di tutto a Morisi? Davvero i due ragazzi, con il Ghb nello zaino, pensavano di riuscire a incastrare Morisi, dopo aver essi stessi chiamato i carabinieri?

“LA NOSTRA VITA E’ DISTRUTTA” dichiarano i due ragazzi alla stampa >

Da quanto si apprende, gli inquirenti si apprestano ad analizzare i giorni precedenti alla notte del 14 Agosto, per valutare se ci siano elementi che dimostrino premeditazione da parte dei due ragazzi, o comunque precedenti comunicazioni tra Luca Morisi e Solomon/Alexander.

 

Le ipotesi, a buon senso, possono essere:

LUCA MORISI RICATTATO SENZA PREMEDITAZIONE
Ipotesi 1. Da Milano due ragazzi che hanno profilo pubblico sul sito di escort Grinderboys contrattano la propria prestazione sessuale a pagamento con un cliente della provincia di Verona, un cliente po’ ingenuo. Fiutata la paura di Luca Morisi, rialzano sul prezzo sin dall’inizio della trattativa. Poi, durante le ore trascorse con il cliente, i due ragazzi comprendono la “caratura” di Luca Morisi, che forse – ipotesi – durante la festa si lascia andare e rivela ai due di essere Luca Morisi, un personaggio importante, una persona influente e molto legata a un partito politico, per giunta a livello nazionale. Quel partito è la Lega di Matteo Salvini. A quel punto, uno dei due ragazzi fiuta la possibilità di alzare la posta, intuisce di poter incastrare Luca Morisi in un ricatto. Ma l’alzata di posta sfugge di mano, gli animi si surriscaldano, i due ragazzi non sono d’accordo, uno dei due chiama i carabinieri. Lo sballo prende il sopravvento sulla logica di un piano arrangiato all’ultimo momento.

LUCA MORISI INCASTRATO IN UNA TRAPPOLA CON PREMEDITAZIONE (COMPLOTTO!)
Ipotesi 2. I due ragazzi organizzano preventivamente la trappola per Luca Morisi, al puro fine di far scoppiare lo scandalo e assumendo il rischio di essere travolti essi stessi dagli eventi. E’, questa, un’ipotesi sul tavolo. Ipotesi da trame oscure, caldeggiata dagli ambienti vicini a Matteo Salvini, che vorrebbero cavalcare l’idea di un complotto a orologeria, a pochi giorni dalle elezioni, risultate poi catastrofiche per la Lega, per screditare e far fuori Luca Morisi e Salvini stesso. Ma la domanda a quel punto sarebbe: e se il mandante fosse interno alla Lega? Le recenti spaccature all’interno della Lega tra l’ala sovranista e quella moderata lascerebbero aperta anche la pista della faida interna. Si tratta ovviamente di una pura ipotesi. In ogni caso, è questa la sola ipotesi che spieghi come mai i due ragazzi abbiano chiamato i carabinieri, sapendo che sarebbero finiti nei guai. In tal caso: per quale motivo?

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Come siano andate le cose, è doveroso ricordare che dal punto di vista della condanna etica e morale, il punto non è certo che Luca Morisi faccia uso di droghe e sesso a pagamento. Semmai, come abbiamo scritto, bisogna invocare pietas per Luca Morisi e per quelli come lui. E’ sufficiente ricordare quanto segue, per comprendere che la vera sentenza è stata già emessa ed è una sentenza politica: la Bestia di Salvini, creata e gestita da Luca Morisi, ha per anni inveito a sfavore di immigrati, persone LGBT, tossicodipendenti ed è certificato dai fatti che Luca Morisi, creatore e capo di quella Bestia tanto cara a Matteo Salvini, abbia partecipato a un festino a base di sostanze stupefacenti con ragazzi escort romeni. Non c’è reato, ma ogni cittadino può giudicare la condotta del capo della comunicazione social di Matteo Salvini.
Di più. Nonostante sembri pruriginoso e persino morboso continuare a raccontare una vicenda già politicamente giunta a sentenza, per la nostra comunità è prezioso, e insieme amaro, constatare quanta fragilità – purtroppo – la condizione di “diversità” causi ancora oggi alle persone LGBT, loro malgrado. Non solo se ti chiami Luca Morisi e se contro le persone LGBT (e gli immigrati e le persone che abusano di sostanze) hai costruito una propaganda di pubblica avversione. E’ infatti doveroso prendere atto di come media e partiti politici, anche quelli più storicamente vicini al popolo queer, usino e raccontino questa vicenda, in quanto vicenda che riguardi persone LGBT: nel modo sbagliato.

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