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Milano Pride, Famiglie Arcobaleno contro “la furia violenta e fascista di questo governo”, Schlein “Non passeranno”

Arcigay "Ci sono 53 Pride in Italia quest'anno, in città di provincia ben più complicate di Roma e Milano". Cosa è stato detto e da chi negli interventi all'Arco della Pace.

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Milano Pride 2023 Arco della Pace
Milano Pride 2023 Arco della Pace
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Una folla partecipe e gioiosa di 300.000 persone LGBTQIA+ e non solo si è messa in marcia, ieri 24 Giungo, per il Milano Pride 2023. Concentramento alle ore 16 circa in Piazza della Repubblica, sotto il sole cocente, con la consueta infilata di carri delle associazioni e di molti sponsor. Presente la politica, con esponenti nazionali delle opposizioni.

La parata si è snodata dalla zona di Stazione Centrale, ha sfilato come ormai di consueto nel nuovo quartiere di Porta Garibaldi, per poi procedere verso Parco Sempione e approdare all’Arco della Pace, dove il popolo queer si è riunito per ascoltare gli interventi delle associazioni e della politica e poi ballare fino a notte fonda.

Dal palco del Milano Pride è salita vibrante la protesta di Famiglie Arcobaleno, dopo il recente affondo della procura di Padova contro le 33 registrazioni di famiglie omogenitoriali. Una delle mamme estromesse dai certificati dei loro figli è intervenuta, parlando di “furia violenta e fascista di questo governo“. L’associazione delle famiglie omogenitoriali ha invitato la comunità ad essere unita e ha definito la proposta della Ministra Roccella di promulgare una “sanatoria” per i bambini già nati da coppie omogenitoriali come vergognosa e disumanizzante

Di “violenza mascherata dalle raccomandate” ha parlato il segretario di Arcigay Gabriele Piazzoni, che ha sottolineato quanto sia illiberale l’attuale destra di governo e ha ricordato le persone LGBTQIA+ anziane che in passato hanno partecipato a numerosi Pride “quando erano in 4 gatti a scendere in piazza, venivano arrestati dalla polizia, e non erano scortati come avviene per fortuna a noi oggi“. Il segretario nazionale di Arcigay ha dato risalto all’importanza dei 53 Pride che in questa estate stanno portando in tutta Italia testimonianza dell’orgoglio LGBTQIA+ in piazze “ben più complicate di Roma o Milano“, e cioè in quelle province ancora oggi ostiche (si vedano episodi di Chieti e Reggio Emilia) davanti alle affermazioni e manifestazioni di orgoglio queer. Piazzoni ha quindi invitato le forze di opposizione in Parlamento a non avere tentennamenti davanti alla destra che sta perseguitando la nostra comunità.

Qui tutto il lavoro su tutti i Pride che sta conducendo Gay.it sul territorio >

Invito raccolto sul palco dalla segretaria del PD Elly SchleinLa nostra risposta è Sì, il Partito Democratico c’è, siamo al vostro fianco“. Schlein ha ricordato il triste 34° posto dell’Italia sulla mappa dei diritti LGBQIA+ di Ilga Europe. “Vogliamo un paese dove siamo libere e liberi di amare chi ci pare” ha proseguito Schlein “un paese dove nessuna persona LGBTQIA+ debba avere paura di subire discriminazioni per strada, a scuola, a casa o sui luoghi di lavoro“.
Secondo Schlein “la destra deve spiegarci cos’ha contro bambine e bambini, perché si sta accanendo con questa crudeltà“, quindi la segretaria PD ha invitato la piazza gremita ad essere al fianco delle famiglie omogenitoriali “che hanno subito decisioni ingiuste in queste settimane” e ha chiesto “pieno riconoscimento di figlie e figli delle coppie omogenitoriali“. “Quella crudeltà di strappare i loro genitori, di stravolgere i loro affetti, di ignorare i loro legami, ha pochi casi in Europa, sappiamo che ci sono molti paesi nazionalisti che lavorano in questa direzione, ecco perché questa lotta dobbiamo portarla oltre ogni confine, non ci basterà più farla soltanto in Italia” ha rilanciato Schlein “e alla Ministra Roccella che ha parlato di sanatoria per figli già nati, diciamo che le bambine e i bambini non sono abusi edilizi, l’unico abuso è vostro, ed è un abuso del vostro potere e del vostro privilegio, un abuso che nasce dall’incapacità di dare risposte a questo paese“. Secondo la segretaria PD le forze di destra al governo in Italia “si nascondono dietro le loro bandiere ideologiche che piantano dritto negli occhi delle fasce più deboli e più marginalizzate“. Elly ha quindi ricordato l’urgenza di una legge contro l’odio e portato l’affondo sul matrimonio egualitario, “vogliamo il matrimonio egualitario e no, non ci bastano le unioni civili, perché non sono gentili concessioni, stiamo parlando di diritti fondamentali” scaldando il popolo del Pride che ha fatto sentire rumorosi applausi e boati di sostegno. “Serve un grande cambiamento culturale e non possiamo farlo senza un grande investimento sulle differenze, a partire dalle scuole” mentre invece è in atto una guerra alle associazioni che entrano nelle scuole a parlare di bullismo omobitransfobico e questo secondo la segretaria PD significa che “odio e bullismo a scuola sono già entrati e questo fa vittime, anche tra i più giovani“. “Diritti sociali e civili sono inscindibili, questa mattina eravamo in Piazza a Roma per difendere la sanità pubblica e universalistica dai piani di questo governo, continuiamo a tenere unite queste battaglie, perché le persone che sono discriminate per ciò che sono, sono anche persone che lavorano, persone che fanno impresa, che pagano le tasse, solo che fanno più fatica a fare impresa e sono discriminate per l’accesso al lavoro, pensate alle persone trans“. “Quando difendiamo il lavoro, ricordiamoci che andava difeso anche il lavoro della professoressa Cloe Bianco che invece si è uccisa dandosi fuoco e lasciando solo cenere a una società ingiusta, che non ha voluto riconoscere nemmeno la sua esistenza in quanto persona e in quanto donna trans“. Infine Schlein ha chiuso l’intervento, esponendosi ella stessa come parte della comunità “Lo dico come prima segretaria donna del Partito Democratico, ma anche come persona LGBTQIA+ voglio dire a tutte le persone gay, lesbiche, trans, bi, intersex, non binarie, queer Non permettete a nessuno di farvi sentire sbagliati, perché l’unica cosa innaturale è il loro odio, che contrasteremo. È quella l’unica cosa innaturale in questa società. Possono provare a costringerci ad andarcene, possono rallentare in nostri diritti, ma non possono cancellare i nostri corpi, perché ci stringeremo in un abbraccio sempre più stretto, tanto stretto che non passeranno, non passeranno, ¡No pasarán!“.

Di paese reale ha parlato Alessandra Maiorino del Movimento Cinque Stelle, che ha attaccato con vigore il governo italiano che vuole “riportare l’Italia indietro come la Polonia e l’Ungheria nascondendosi dietro la sorella” ha detto la senatrice sottolineando come, sbandierando una premier donna, la destra in realtà non sia affatto dalla parte delle donneconsiderando che vorrebbero dare cittadinanza al feto” (in riferimento a varie proposte di legge anti-abortiste presentate dalla destra da novembre 22 ad oggi ndr). Per Maiorino il linguaggio di Roccella che ha parlato di sanatoria per i figli già nati da famiglie omogenitoriali è “osceno, loro vogliono mettere a posto quel che è successo per dimenticare tutto e poi cancellare le famiglie omogenitoriali e fare in modo che non esistano più“. Maiorino ha parlato di “forze della disgregazione” che “mettono fragili contro fragili“, facendo riferimento anche al progetto leghista dell’autonomia differenziata che, secondo la senatrice M5S, è un progetto politico contro i deboli, i fragili e i poveri. Maiorino ha sensibilizzato anche sulla transizione ecologica tradita – alla parata era presente anche un carro elettrico organizzato dal CIG ndr – e ha esortato il popolo queer dell’Arco della Pace a “portare questa piazza nel futuro del paese“.

“Le persone sono arrabbiate” ha ricordato ai giornalisti il senatore PD Alessandro Zanil governo di destra di Giorgia Meloni sta attaccando in modo vergognoso i diritti delle famiglie arcobaleno e dei loro figli” ha continuato Zan “bambini di sei anni che rischiano di perdere una mamma, usare i diritti e le vite delle persone per speculare elettoralmente è ignobile, noi siamo dalla parte giusta della storia, perché parliamo di vite“. Il deputato PD ha poi ricordato che sono in ballo diritti di famiglie che si assumono le responsabilità di un progetto di vita, e “non possiamo fare come i bambini che un tempo nascevano fuori dal matrimonio e venivano considerati i figli della colpa, i figli di questo paese devono avere tutti gli stessi diritti”.

Riccardo Maggi, segretario di +Europa, scardina il trucco propagandistico con il quale la destra sta sfruttando bambini e i loro genitori omosessuali per portare avanti una posizione ideologica “Solo da noi in Italia la politica si sta esercitando in uno scontro così ideologico sulla pelle dei bambini, vogliono definire questi bambini reato universale (in riferimento alla proposta di leggere per rendere reato universale la GPA fatta da italiani all’estero ndr), non c’è nulla di più odioso e discriminatorio, questo governo e la sua maggioranza di destra stanno giocando sulla pelle dei bambini. La carta dei diritti dell’UE dice che nessuno può essere condannato per un’azione che non è reato in base al diritto di quel paese, o in base al diritto internazionale, quindi questo reato universale troverà enorme difficoltà ad essere applicato, figuriamoci se paesi come Canada o Stati Uniti offriranno cooperazione giudiziaria per perseguire un’azione che da loro è legale, c’è anche un motivo di privacy per tutelare queste persone, quindi stanno solamente affermando un’ideologia nei confronti dei bambini e delle donne, perché la destra dice che nessuna donna può decidere da sola di portare avanti una gravidanza per altri, è come ai tempi dell’aborto, quando dicevano che non poteva esserci una donna che decideva da sola di interrompere una gravidanza, anche all’epoca parlavano di sfruttamenti di persone deboli come fanno oggi con la GPA

Il Milano Pride ha visto numerosi altri interventi. Nella gallery in alto un sunto grazie alle storie instagram di Milano Pride. La serata all’Arco della Pace è andata avanti fino a notte fonda con la partecipazione di numerosi artisti. Alice Redaelli di CIG Milano, a una domanda di Gay.it di qualche giorno fa a proposito di una nuova, positiva partecipazione degli artisti al Pride, aveva commentato: “Chi ha fatto i Pride più vecchi si ricorderà quando l’artista era uno, al massimo due. Adesso c’è stato un cambio di passo”

A condurre il ricco programma dal palco sono stati Marta Pizzigallo, Alessio Viola, Elena Di Cioccio, Paolo Camilli e Victoria Cabello. Gli artisti: Ariete, Malika Ayane, Orietta Berti, Baby K, i Coma Cose, Angelina Mango, Kaze, Antonino, i Santi Francesi, BigBoy, Ginevra, Italy Bares, Ethan, Kaput, MyDrama, Yosef, Evra, Blue Phelix, Osvaldo Supino, Matteo Romano, Luigi Strangis e Protopapa con Drama. Momenti di risate, ma anche tanta amara ironia, con Daniele Gattano e Deborah Villa. C’è stata poi la testimonianza dell’atleta paraolimpica Valentina Petrillo, il contributo dell’attrice Stefania Rocca e della scrittrice Francesca Cavabllo. È intervenuto anche il giornalista dell’Espresso Simone Ablliva.

Toccante la impact performance curata da Angelo Cruciani, nella quale 24 persone sul palco incinta hanno ballato un ritmo tribale ispirato al  dal battito cardiaco “Chi governa, non deve farlo solo per i propri elettori. Chi prende un impegno
con lo Stato prende un impegno con tutti, quindi è chiamato a trovare soluzioni e non limitazioni. Credo che sia tempo di costruire un tavolo di dialogo dove tutti possano comprendere umanamente i punti di vista” ha spiegato Cruciani.

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