Partito Democratico, i diritti sono un pilastro del programma: LGBTQI+, parità di genere, disabilità, immigrati

Presenti matrimonio egualitario, Ddl Zan, ius scholae. Assente una nuova legge per l'affermazione di genere.

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Enrico Letta l’aveva annunciato e così è stato. Il PD ha scritto sul programma per le Elezioni Politiche 2022 (pdf integrale) che introdurrà il matrimonio egualitario. Ecco il passaggio:

Approveremo subito la legge contro l’omolesbobitransfobia (Ddl Zan) e introdurremo il matrimonio egualitario. Un paese civile non esclude, non emargina, non ghettizza. Le battaglie della comunità LGBTQI+ sono semplicemente richieste di uguaglianza: sono la voce di milioni di italiane e italiani che rivendicano libertà e autodeterminazione, che vogliono pari dignità. Per la destra non è mai il momento, noi crediamo che l’Italia sia già in ritardo.

Il programma esplicita la “ferma intenzione di affermare il pieno riconoscimento dei diritti civili delle persone LGBTQI+”. Non si parla di step-child adoption nelle unioni civili, non si menziona una riforma della legge sulle adozioni, non si parla mai di gestazione per altri, non viene mai menzionata l’omogenitorialità. Sono gravi omissioni per un partito progressista di un paese dell’Unione Europea nel 2022.

Grave anche la mancanza di volontà di formulare una nuova legge per l’affermazione di genere in sostituzione della vergognosa legge 164 del 1982 che attualmente umilia le persone che vogliano affermare un genere diverso da quello stabilito alla nascita. È molto grave che neanche il PD affronti l’argomento sul proprio programma. Manca anche qualsiasi riferimento ai registri di genere che sono in via di approvazione in alcuni Comuni italiani. Non è esplicitata nel programma l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, che tuttavia è prevista dal Ddl Zan.

È presente una proposta di legge sul fine vita (eutanasia) “per difendere fino all’ultimo dignità e autodeterminazione, in linea con le indicazioni della Corte Costituzionale”.

Il programma del PD presenta tre pilastri su cui legiferare e governare l’Italia e i diritti costituiscono uno di questi tre pilastri, che sono:

1. Sviluppo sostenibile e transizioni ecologica e digitale
2. Lavoro, conoscenza e giustizia sociale
3. Diritti e cittadinanza

Fin dall’introduzione del programma, ma solo dopo aver citato la frase di Papa Francesco “nessuno si salva da solo: ci si salva soltanto insieme“, il PD mette in risalto l’urgenza sui diritti:

Da una parte l’urgenza di riconoscere i troppi diritti ancora negati nel nostro Paese, perché i continui episodi di discriminazioni ci ricordano ogni giorno che non si è fatto ancora abbastanza. Dall’altra, l’ipocrisia di chi si ostina a ripetere che non è mai il momento giusto per i diritti.

Viene sottolineata anche l’importanza di un’Europa della solidarietà, delle libertà e del Next Generation EU, contro la minaccia della destra Meloni-Salvini-Berlusconi che “quell’Europa la vuole debole, perché non ci ha mai creduto, ma così facendo rende debole anche l’Italia“. L’Unione Europea è definita insostituibile, ma il PD chiede un salto in avanti istituzionale per un’Unione Europea definita ancora troppo fragile. Nel programma non ci si spinge fino a parlare di Stati Uniti d’Europa.

 

Il programma del Partito Democratico e i diritti LGBTQIA+

  • Matrimonio Egualitario
  • Ddl Zan, legge contro l’omolesbobitransfobia

Non è prevista l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole: sebbene sia contenuta nel Ddl Zan, ma soltanto in relazione al 17 maggio giornata mondiale contro l’omobitransfobia, di fatto l’educazione sessuale e affettiva non viene esplicitata nel programma del PD. Non è presente una nuova legge per l’affermazione di genere. Non si parla mai di gestazione per altri (attualmente vietata in Italia).

 

Il programma del Partito Democratico e le persone con disabilità

  • aumento dei docenti di ruolo di sostegno per affiancare nel percorso scolastico tutte le persone con disabilità
  • fondi per abbattere barriere architettoniche e sensoriali in scuole e impianti sportivi e sostenere l’acquisto di ausili da destinare a persone con disabilità, in particolare giovani, per avviarle alla pratica sportiva
  • aumento dell’assegno unico e universale per i figli a carico e potenziamento delle clausole di salvaguardia per le persone con disabilità e le famiglie con figli con disabilità, e revisione del peso della prima casa nel calcolo dell’ISEE utilizzato per l’assegno unico
  • una rete più forte e capillare di servizi pubblici per le famiglie con persone con disabilità

 

Il programma del Partito Democratico e le donne per la parità di genere

Per il PD la parità di genere deve essere “il motore di politiche pubbliche che sostengano le donne, ne tutelino i diritti e abbattano gli stereotipi”. E la politica ha “la responsabilità di creare le condizioni che rendano possibile una reale parità”. Nello specifico ecco alcuni punti concreti emersi dal programma:

  • piano straordinario per l’occupazione femminile
  • applicazione della legge Gribaudo del 2021 per la parità salariale grazie a meccanismi di trasparenza e a una premialità per le aziende virtuose
  • legge sulla co-genitorialità, per introdurre totale parità nei congedi di maternità e paternità
  • nuovo congedo parentale pienamente paritario, da affiancare a strumenti di flessibilità, come part time e lavoro agile di coppia agevolati
  • contrasto alla violenza di genere, evitando l’affidamento dei figli ai genitori violenti e superando definitivamente ogni riferimento all’a-scientifica sindrome di alienazione parentale (PAS)
  • supporto post-partum e dalla presa in carico delle malattie croniche e invalidanti femminili come endometriosi o vulvodinia
  • pieno riconoscimento dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne, garantendo l’applicazione della legge 194/1978 (aborto) in ogni sua parte sull’intero territorio nazionale e rafforzando la rete di consultori
  • norma quadro che consenta a donne e minori che intendano rompere con le famiglie mafiose di provenienza di farlo
  • regolarità e periodicità dei congressi e dei meccanismi di selezione interna dei partiti politici, dedicando una quota delle risorse ad attività di studio ed elaborazione programmatica e a iniziative per favorire la partecipazione politica delle donne

 

Il programma del Partito Democratico e l’immigrazione

Il PD chiederà introduzione dello ius scholae (e non dello ius soli). Sul programma è scritto:

“Introdurremo lo Ius Scholae, per superare le ingiustificate discriminazioni che ancora oggi vediamo nelle classi italiane. (…) Perché ancora oggi i figli dei genitori stranieri incontrano barriere ingiustificate nell’accesso alla cittadinanza, anche quando sono nati in Italia, sono cresciuti in Italia e hanno studiato in Italia. (…) Chi è figlio di genitori stranieri e studia in Italia diventa cittadino italiano.”

È una grave mancanza che il PD non proponga lo ius soli, e cioè il diritto alla cittadinanza quando si nasce “su suolo italiano” e invece si limiti a promuovere lo ius scholae. È necessario tuttavia ricordare che però in Italia, grazie alla politica aggressiva delle destre, anche parlare di ius scholae risuona come un atto di coraggio. Spiace dover evidenziare che il PD sul programma abbia avuto un atteggiamento moderato.

Sul tema immigrazione i punti concreti del programma del Partito Democratico che qui evidenziamo sono:

  • ius scholae
  • abolizione della legge “Bossi-Fini” e approvazione di una nuova Legge sull’immigrazione che permetta l’ingresso legale per ragioni di lavoro, anche sulla base delle indicazioni che arrivano dal Terzo settore
  • nuovo un modello di accoglienza fondato su piccoli centri diffusi sul territorio e integrati con esso, con particolare attenzione al SAI (Sistema di accoglienza e Integrazione) che dovrà progressivamente sostituire quello attuale
  • allargamento dei corridoi umanitari (promossi da Comunità di S. Egidio, Federazioni Chiese Evangeliche, Tavola Valdese e Caritas), organizzati in caso di situazioni di particolare emergenza
  • impegno in sede di Unione Europea per il superamento del Regolamento di Dublino e per la costruzione di una vera politica europea su migrazione e accoglienza basata sul principio che chi è in pericolo in mare va soccorso e salvato sempre

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