Twitter ha bloccato temporaneamente il profilo di Libero Quotidiano. Cercando la pagina, infatti, prima di poter visionare il profilo  compare una scritta: “Attenzione: questo account è temporaneamente limitato. L’avviso qui presente ti viene mostrato poiché l’account in questione ha eseguito delle attività sospette. Vuoi davvero proseguire?”.

Non si sa ancora perché il quotidiano, deferito dall’Ordine dei Giornalisti, sia stato bloccato, ma si pensa che potrebbe essere per un alto numero di segnalazioni. Negli ultimi giorni, Libero non ha pubblicato e poi condiviso articoli complottisti o vergognosi come se ne sono visti a centinaia nei mesi e negli anni passati, tranne uno: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarebbe un agente dei Servizi Segreti britannici che starebbe lavorando per contrastare Donald Trump.

articolo Mattarella Libero
Sergio Mattarella lavora per i Servizi Segreti inglesi?

Ovviamente, questo “scoop” è stato riportato da altri quotidiani, che però non hanno ricevuto il blocco da parte dei social. Pensando inoltre che la pagina Twitter di Libero non ha nemmeno la spunta blu, si pensa che sia stato un errore della piattaforma, che ha trattato il giornale come un privato e non un organo d’informazione (se così lo possiamo definire).

La replica di Feltri e politici alla censura di Libero

Parlare di censura è altamente fuori luogo. Primo, perché la censura la applica uno Stato, non certo un’azienda privata che può bloccare come e quando vuole, così come un privato non è obbligato a utilizzare i servizi che quella stessa azienda offre. Secondo, perché come già detto potrebbe trattarsi di un bug del sistema o un errore involontario.

Ma Vittorio Feltri, che ha dato le dimissioni dall’Ordine dei Giornalisti, non crede all’errore e paragona il blocco del giornale da lui fondato alla “censura” applicata a Trump non solo da Twitter, ma anche da tutti gli altri social.

Noi siamo come Trump, va bene. Io ritengo che Twitter sia guidato da una banda di poveri ignoranti che non capiscono le parole, penso possano avere interpretato male alcuni interventi. Mi fa anche piacere sottolineare la loro ignoranza. Sono cose incredibili!

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Ma penso anche che Twitter abbia tutto il diritto di censurare, è un privato e i privati fanno quello che vogliono. C’è una ignoranza dominante e una stupidità senza freni che comanda. Libero come Trump!

Nel sito di Libero, si legge:

Twitter sta  limitando la diffusione dei nostri cinguettii e ci sta impedendo di farne di nuovi. Ancora non ci è chiara la ragione: basta consultare il nostro feed per rendersi conto che, ragionevolmente, non c’è alcun contenuto che vìoli gli standard della comunità (così come riconosciuto da altre testate nazionali che hanno ripreso la vicenda del ‘ban’ che ci ha colpito). Si ricorda che simili limitazioni possono scattare in seguito anche a un numero di segnalazioni del nostro account da parte di singoli individui: in questi casi il blocco – se ingiustificato, come sembra essere in questo caso – è molto limitato nel tempo. Stiamo indagando su quanto accaduto e contiamo di tornare presto a cinguettare.

E a stracciarsi le vesti ci sono anche Giorgia Meloni e Matteo Salvini. La leader di Fratelli d’Italia è intervenuta:

Voltaire reinterpretato dalla sinistra dei giorni nostri. Non sono d’accordo con quello che dici e combatterò fino a farti sparire perché tu non possa dirlo.

E per il Carroccio, si parla di censura:

Solidarietà a Libero, contro ogni tipo di censura. 

© Riproduzione riservata.