Alessandro Antinelli sostiene il DDL Zan: “basta ostruzionismo, fate quello che dovete in Parlamento”

"Che partita vogliamo giocare in Italia? Il parlamento italiano gioca una partita al ribasso sulla civiltà? Io non voglio vivere in un Paese così", ha tuonato il conduttore di Rai Sport.

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Da 20 anni in Rai, storico volto di RaiSport, ex conduttore di La Domenica Sportiva e voce della pallavolo italiana, Alessandro Antinelli ha pubblicamente sostenuto la legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’alibismo.

Via social, con un video indirizzato a I Sentinelli di Milano, Antinelli ha chiesto ai senatori di fare in fretta.

Sei mesi sono passati e la legge Zan è ancora lì, passata alla Camera ma si fatica a calendarizzarla in Senato perché c’è qualcuno che fa chiaro ostruzionismo. Su cosa? Su una legge che è percepita essenzialmente in difesa della comunità LGBT, perché difende dai reati di odio e di omolesbotransfobia. Ma c’è dell’altro, perché una legge contro l’odio esiste già, si tratta di ampliare lo spettro. Ad esempio difendere anche chi ha delle disabilità fisiche o mentali. Qualcuno dice, “eh ma, è una limitazione delle mie libertà”. Quali libertà? Quelle di uscire, sputare, insultare, aggredire qualcuno che è diverso da te? Che partita vogliamo giocare in Italia? Il parlamento italiano gioca una partita al ribasso sulla civiltà? Io non voglio vivere in un Paese così. Fate quello che dovete in Parlamento, perché il tempo è scaduto.

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Nelle ultime due settimane abbiamo assistito ad una mobilitazione dello star system nazionale in difesa del DDL Zan, che ha coinvolto nomi come Fedez, Elodie, Levante, Piero Pelù, Michele Bravi, Paola Turci, Mahmood, il maestro premio Oscar Nicola Piovani, Francesca Michielin, Maurizio Costanzo, Alessandro Cattelan, Alessandro Gassman, Costantino, Malika Ayane, Nunzia De Girolamo, Simona Ventura, Dario Vergassola, Enrico Bertolino, Massimo Bottura e i ragazzi dello Stato Sociale

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