Aosta Pride Week: dal 30 settembre al 7 ottobre, una settimana di eventi a conclusione dell’Onda Pride 2023 – INTERVISTA

"Le nostre vite, in ogni loro declinazione possibile, dalla quotidianità al lavoro, dall’affettività alla salute, sono reali, concrete. Ma mancano di diritti".

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Con quasi 60 eventi dislocati in tutto il paese, durante l’Onda Pride di quest’anno abbiamo assistito a una mobilitazione senza precedenti, con centinaia di migliaia di persone scese in piazza da nord a sud, fino alle isole, per protestare contro le persecuzioni dell’attuale governo.

Aosta diventa così l’ultimo capitolo di una narrazione nazionale che ha unificato svariate realtà e contesti sotto lo stendardo arcobaleno.

Gay.it è particolarmente orgogliosa di aver potuto contribuire a questa ondata di visibilità e di discussione. Quest’anno abbiamo ampliato i nostri orizzonti focalizzandoci anche su realtà locali, provinciali e su comunità meno visibili, ma non per questo meno importanti.

Questo diario di eventi, interviste e approfondimenti rimarrà disponibile sul nostro sito web. Fungerà non solo da archivio, ma anche da promemoria di un’estate che è stata al tempo stesso di fuoco, in termini di attivismo e dibattito, e di orgoglio, resilienza e resistenza.

Quest’anno, gli organizzatori dell’Aosta Pride Week hanno deciso di non tenere una parata tradizionale. Al suo posto, ci sarà una settimana fitta di eventi tra esibizioni, performance teatrali, stand up comedy, dibattiti e molto altro. Una kermesse fortemente osteggiata dalla Lega, che negli scorsi mesi aveva presentato un ricorso contro il patrocinio del Comune di Aosta, respinto successivamente dal TAR.

Per avere una visione completa di ciò che ci attende dal 30 settembre al 7 ottobre, abbiamo fatto due chiacchiere con Giulio Gasperini, Presidente di Arcigay Valle D’Aosta e oggi portavoce del comitato organizzatore, che ci ha svelato il programma dell’Aosta Pride Week, delineando gli obiettivi, le sfide e le speranze che animano questa edizione.

 

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INTERVISTA

Comune e Regione hanno dato patrocinio all’Aosta Pride Week? Quali istituzioni locali avete dichiaratamente dalla vostra parte?

La rassegna è patrocinata dal Comune di Aosta, dalla Consigliera di parità della Regione autonoma Valle d’Aosta, dal CELVA, ovvero il Consorzio degli enti locali valdostani (che, in questo caso, equivale al patrocinio di ogni singolo Comune della Regione) e dall’Università della Valle d’Aosta.

Inoltre, il Comune di Aosta e la Consigliera di parità supportano l’iniziativa anche economicamente, con un programma condiviso e costruito assieme. In più, abbiamo fin dalla prima edizione, coinvolto Associazioni, Enti e soprattutto gli ordini professionali: l’Ordine degli Psicologi e l’Ordine degli assistenti sociali, fin dalla prima edizione, ci hanno supportato e ci hanno confermato la loro adesione morale al progetto.

Inoltre, quest’anno, le proiezioni cinematografiche sono supportate dalla Film Commission della Valle d’Aosta, ma anche di quella della Sardegna, in quanto ospiteremo la proiezione de “La sposa nel vento”, un film sul tema del femminicidio del regista cagliaritano Giovanni Coda.

Qual è il rapporto della comunità queer locale con il sindaco e la giunta?

Ovviamente, la nostra Associazione e anche il Comitato Aosta Pride (che è formato da Arcigay VdA ma anche da tutta una serie numerosa di altre realtà) sono dei tramiti tra la comunità e le istituzioni – uno dei compiti effettivi dell’associazionismo.

Sicuramente, con il Sindaco, con il Capo di Gabinetto e con la Giunta, abbiamo avuto molteplici occasioni di confronto, di scambio di opinioni e idee, di dialogo e di collaborazione. Cerchiamo sempre, particolarmente nell’obiettivo del Pride, di collaborare con l’Amministrazione comunale che, sottolineiamo, ha da alcuni anni aderito alle Rete RE.A.DY.

Aosta Pride Week ha un tema specifico? Un motto?

Avendo deciso di rendere la parata biennale, quest’anno, con il programma della Pride Week, non abbiamo creato uno slogan specifico ma con il programma culturale di quest’anno abbiamo voluto iniziare ad esplorare il tema che vorremmo poi sviluppare meglio nel 2024, con il ritorno della parata: il corpo.

Il corpo come strumento politico, come mezzo concreto e tangibile di esistenza, affermazione, visibilizzazione e autodeterminazione, anche nei contesti e negli spazi pubblici.

Ci raccontate quali saranno gli eventi clou previsti per la Pride Week?

Sicuramente i due spettacoli teatrali, che apriranno e chiuderanno l’Aosta Pride week 2023: sabato 30 settembre, alle 21, al Théâtre de la Ville, si accenderanno i riflettori per il grande varietà di Cristina Prenestina, con il gruppo di Latte fresco e la partecipazione della pole dancer valdostana Simona Spataro: “Vale tutto!”, che aprirà la rassegna.

Poi il programma si chiuderà sabato 7, alle 21.30, sempre al Théâtre de la Ville, con la pungente comicità di Daniele Gattano, lo stand up comedian conosciuto per le sue partecipazioni a “Colorado”, a “Stand-up comedy” su Sky – Comedy Central, “Battute?” su Raidue e ancora su Sky per “Zelig C Lab” e “Il Salotto con Michela Giraud”. Daniele Gattano porterà il suo spettacolo “Male male”, lo sfogo di un trentenne non troppo entusiasta della vita, perlomeno della sua.

Tra questi due eventi, abbiamo messo insieme momenti di cultura, dialogo, cinema, letteratura e laboratori per grandi e piccinə: ogni evento è frutto di ragionamenti, confronti, prospettive e contribuiscono a creare un percorso che vorremmo quanto più condiviso possibile con tutta la comunità valdostana, ovviamente non solo quella queer.

Il programma completo è comunque consultabile sul nostro sito www.aostapride.it

Quali sono le associazioni e i soggetti che hanno organizzato l’Aosta Pride Week?

Il comitato Aosta Pride è, quest’anno, formato da Arcigay Valle d’Aosta Queer Vda, l’Associazione Aiace Valle d’Aosta, l’Anpi Valle d’Aosta, l’Associazione Quartiere Cogne, il Comitato Arci Valle d’Aosta, la CGIL Valle d’Aosta, l’Associazione Dora donne in Valle d’Aosta e il Collettivo Non una di meno Valle d’Aosta.

Che messaggio volete mandare alla politica nazionale?

I messaggi, in realtà, sarebbero molti: quello principale potrebbe essere l’urgenza di una visibilizzazione della nostra comunità queer, di una presa di consapevolezza chiara e ferma delle nostre esistenze, dei nostri corpi, delle nostre famiglie.

Le nostre vite, in ogni loro declinazione possibile, dalla quotidianità al lavoro, dall’affettività alla salute, sono reali, concrete.

Ma mancano di diritti; mancano, spesso, proprio di visibilità, condannando le persone queer a essere silenziate, in molti casi a perdere il diritto di parola e, conseguentemente di esistenza, che crea terreno fertile per bullismi, discriminazioni, violenze e, in casi sempre meno rari, alla morte.

Inutile far finta che questo non sia vero. In tal senso, i Pride, per la comunità queer, non sono soltanto momenti di festa, di musica sparata ad alto volume, di balli per le strade; i Pride sono eventi di riaffermazione del proprio diritti all’autodeterminazione, quando questa non comporta nessuna limitazione o impedimento alla libertà altrui.

Aver deciso di entrare a far parte di questa Onda Pride, di questa monumentale e diffusa manifestazione, ci ha permesso non solo di avere più riconoscimento ma anche di aver portato in questo angolo d’Italia – che per lungo tempo ha finto di ignorare la comunità queer, salmodiando continuamente il finto teorema che qua “i gay non esistono” – le rivendicazioni fondanti e imprescindibili della nostra comunità.

Ci sono altre cose che vorreste dire sull’Aosta Pride Week e sul vostro territorio?

La Valle d’Aosta è un territorio peculiare, ma come forse lo sono tutti… Circondato dalle montagne più alte d’Europa, è un crocevia di cultura (troppo spesso solo archeologica) e storia, ma anche, certe volte, una prigione dorata che costringe, molto spesso, a crescere e formarsi in una periferia, geografica, sociale e culturale.

Non è, chiaramente, una periferia “difficile”, ma spesso asfittica, un luogo dove essere a pieno sé stessə può ancora risultare complicato.

È per questo che aver portato anche qui il Pride (ultima regione italiana ad averne organizzato uno) ci riempie di orgoglio e di soddisfazione; abbiamo chiara la responsabilità che ci siamo assuntə come Comitato, come Associazione e come persone.

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